Governo, Berlusconi corregge il tiro: “Salvini è il nostro leader. Governo col Pd? Mai detto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 aprile 2018 14:29 | Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2018 14:29
Governo, Berlusconi corregge il tiro: "Salvini è il nostro leader. Governo col Pd? Mai detto"

Governo, Berlusconi corregge il tiro: “Salvini è il nostro leader. Governo col Pd? Mai detto” (Foto Ansa)

ROMA – Silvio Berlusconi corregge nuovamente il tiro dopo gli attacchi di venerdì: “Il nostro leader è Matteo Salvini“, dice da Campobasso, dove si trova per la campagna elettorale delle regionali, mettendo così a tacere, almeno per il momento, le voci di dissidi con la Lega.

“Lo stato di salute del centrodestra? Tutto bene, dice l’ex premier. Anche ieri sera ho parlato con Giorgetti e siamo sempre assolutamente convinti che dobbiamo fare un governo: il centrodestra è unito e Matteo Salvini è la persona che deve esprimere il leader”, ha detto, ecludendo, tra l’altro, di avere un filo diretto con i Dem. “Non ho mai detto – ha sottolineato – di voler fare un governo coi voti del Pd. Non c’è nessun contatto in atto con il Pd. Ho solo detto che avremo dovuto presentarci in Parlamento con il nostro programma e raccogliere i voti di tutti coloro che non ritenessero cosa buona per l’Italia e per loro andare a nuove elezioni”.

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Ad allarmare Berlusconi sono stati anche i crescenti segnali di insofferenza dell’alleato leghista e le voci di uno strappo per andare al governo con M5s anche senza Forza Italia.

La trattativa tra Di Maio e Salvini sembra in realtà in fase molto avanzata, scrive Repubblica. Per il prossimo passo bisognerà aspettare lunedì, con il conferimento dell’incarico da parte del capo dello Stato. In pole c’è il presidente della Camera, Roberto Fico, a cui Mattarella potrebbe conferire il ruolo di esploratore.

Se invece lo strappo Salvini-Di Maio dovesse consumarsi rapidamente, ci sarebbero i margini per un preincarico a Luigi Di Maio.

Intanto nel centrosinistra c’è attesa per le decisioni del capo dello Stato. Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, invita alla calma: “Adesso – dice – noi dobbiamo fare una cosa: aspettare le indicazioni del presidente Mattarella e capire quale sarà lo scenario da lunedì”. Ma la minoranza è in pressing: “Il Pd non riesce ad imboccare la strada per una discussione che era già urgente il giorno dopo del voto ed ora diventa drammaticamente urgente. Tutti i modi in cui ci si può confrontare dentro e fuori il partito sono utili: compresa l’ipotesi di un congresso”, dice Andrea Orlando.

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