Governo Berlusconi, si trasloca: “Agenzia immobiliare Pdl” sotto stress

Pubblicato il 14 Novembre 2011 13:38 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2011 14:45

I ministri del governo Berlusconi nel giorno del giuramento (Lapresse)

ROMA – L’ordine di Silvio Berlusconi era partito da giorni: “Fate gli scatoloni di tutto quello che ho a Palazzo Chigi e portateli a Palazzo Grazioli”. In realtà il premier uscente non ha portato molti effetti personali nella sede dove ha governato per tre anni e mezzo. Ma ha impreziosito il palazzo del governo con molte opere d’arte “prese in prestito” da musei e sovrintendenze. Sarà Mario Monti a decidere cosa farne, se lasciarle lì o restituirle agli edifici di provenienza.

Da Berlusconi in giù sono i giorni delle preoccupazioni logistiche: del trasloco. Un pettegolezzo circola alla Camera dei deputati: quello di un ministro con portafoglio che avrebbe chiesto un ufficio da 300 metri quadri dove “riposizionarsi” con il proprio staff. Vero o no, è un segnale. Sabato sono rimaste aperte tutte le sedi ministeriali per velocizzare il lavoro dei facchini, impegnati nell’inscatolare e spostare carte e cose di una cinquantina di persone, tra ministri e sottosegretari. Tutti con portaborse, portavoce, segretarie…

Sotto stress “l’agenzia immobiliare Pdl”, che deve trovare un posto per ognuno di questi cinquanta, fra Montecitorio, Palazzo Marini e la sede del partito in via dell’Umiltà. Le vittime del pressing sono i capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri e il segretario Angelino Alfano. Forte è la domanda di locali ai “piani alti”, il quarto e il quinto della Camera dei deputati, dove ci sono gli uffici dei vertici del partito. E’ una questione di “status symbol” che si traduce nella “messa a catasto” del peso politico di questo o di quell’esponente Pdl. I maligni dicono che Gabriella Carlucci sia passata all’Udc dopo che le era stato tolto l’ufficio personale.

I “big” sono i più organizzati. Il ministro degli Esteri uscente Franco Frattini ha stipato in un garage della Farnesina scatoloni pieni di incartamenti: un piccolo archivio di 42 mesi di diplomazia italiana. In attesa di trovare un ufficio per il suo nuovo ruolo di deputato semplice, Frattini farà un mercatino di Natale per liberarsi dei non pochi regali e ricordi di viaggio.

Ricordi e lacrime per Mariastella Gelmini, che ha sgombrato gli uffici del ministero dell’Istruzione di Viale Trastevere, interrompendo più volte le operazioni di inscatolamento per il pianto suo o dei suoi collaboratori. Non ha pianto invece Mara Carfagna, che ha lasciato la sede del ministero delle pari opportunità di Largo Chigi in direzione Montecitorio, impacchettando dieci “colli” pieni di libri e poi a parte i sei mappamondi della sua collezione personale che orgogliosamente esibiva in ufficio.

Un mappamondo con la luce dentro è invece per il responsabile della Pubblica amministrazione Renato Brunetta il più brutto degli omaggi ricevuti nei suoi anni da ministro. Gliel’ha regalato Confindustria ed era in bella mostra in un “tavolino degli orrori” ora tristemente imballato. Anche Brunetta ha chiesto un ufficio alla Camera. Mentre per Giancarlo Galan, ministro dei Beni Culturali da soli sette mesi e mezzo, non si pongono grandi problemi di scatole. Solo che non sa proprio dove andare: non più ministro, non più presidente del Veneto, non è neanche deputato. Anche questi sono drammi.