Bersani: “L’opposizione deve allearsi per fare fronte comune”

Pubblicato il 11 agosto 2010 14:44 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2010 15:01

Pier Luigi Bersani

”Se la rottura del mitico predellino portasse ad una situazione tale da rendere inevitabili le elezioni e per giunta con questa vergognosa legge elettorale noi ci rivolgeremmo alle forze del centrosinistra e dell’opposizione per una strategia comune di cui siamo già pronti a proporre e a discutere le basi politiche e programmatiche”. E’ quanto afferma il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani in una nota.

”Bossi e Berlusconi – si legge nel comunicato di Bersani – fanno la voce grossa perché non sanno che pesci prendere. Possiamo aiutarli con qualche precisazione. Primo: non permetteremo che Berlusconi riduca l’Italia a Paese delle banane. In Italia abbiamo le istituzioni. Pretendiamo dunque, dopo due anni, la sua presenza in parlamento e pretendiamo di sentirgli dire che cosa intenda fare in questo indecoroso marasma che lui stesso ha provocato e alimentato. Secondo: se fosse certificata la crisi la parola passerebbe al capo dello Stato e al parlamento secondo un percorso costituzionale in cui ognuno dice la sua, ma nessuno può dettare il compito agli altri. Il ‘golpista’ è chi nega questo e non chi lo afferma! Terzo: se la rottura del mitico predellino portasse ad una situazione tale da rendere inevitabili le elezioni e per giunta con questa vergognosa legge elettorale noi ci rivolgeremmo alle forze del centrosinistra e dell’opposizione per una strategia comune di cui siamo già pronti a proporre e a discutere le basi politiche e programmatiche”.

Il segretario del Pd sostiene che è “chiaro fin da oggi che le elezioni anticipate certificherebbero il fallimento di una gestione politica e di governo, monocratica e personalistica, esposta a l’illegalità e al disprezzo delle regole, socialmente disastrosa e incapace di parlare al futuro del Paese”.

Inoltre sottolinea che è altrettanto evidente che “l’apertura di una nuova fase dovrà avere i caratteri di una riscossa democratica, civica e morale, nonché i contenuti di una politica economica e sociale finalmente fatta di equità e di crescita. Berlusconi, conclude Bersani, può inventarsi i sondaggi estivi che vuole. Quando si arriverà al dunque, si accorgerà che la gente è stanca di rincorrere i problemi suoi e che di favole non vuole più sentirne”.

Infine un appello diretto al presidente del Consiglio: “Pretendiamo, dopo due anni, la sua presenza in Parlamento e pretendiamo di sentirgli dire che cosa intenda fare in questo indecoroso marasma che lui stesso ha provocato e alimentato”.