Governo, Cesa: “Se coerente con l’appello ai moderati Berlusconi si deve dimettere”

Pubblicato il 13 Dicembre 2010 16:55 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2010 17:11

Il segretario Udc Lorenzo Cesa

”Perché sia credibile un appello ai moderati deve essere costruito sui fatti, non sulle chiacchiere. Lei ha un solo modo per dimostrare che fa sul serio: evitare una ridicola conta parlamentare che nella migliore delle ipotesi le consentirà di vivacchiare. Le sue dimissioni prima del voto alla Camera sono il test di onestà della sua proposta. Tutto il resto non ci interessa”. Così Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc nel suo intervento sulla fiducia alla Camera. Secondo Cesa anche se il governo dovesse avere una fiducia per qualche voto ”uscirà da quest’aula sconfitto”.

Cesa ricorda al premier: “Vorrei ricordarle che l’espulsione di Fini dal Pdl non l’hanno certo decretata i centristi. Non ho la sfera di cristallo e non sono in grado di prevedere come si concluderà questo passaggio parlamentare sulla sfiducia. Al netto delle scandalose compravendite di queste ore, che offendono e mortificano le nostre istituzioni. Al netto degli insulti e dei tradimenti, quello che so è che domani, anche se il Governo Berlusconi dovesse ottenere la fiducia, uscirà da questa aula duramente sconfitto”.

”Lei è entrato qui alla Camera due anni fa, il primo giorno della legislatura, con una maggioranza che nemmeno De Gasperi aveva mai avuto: una maggioranza di 65 deputati. Se è fortunato, domani, prevarrà per uno o due voti”.

Il segretario dei centristi ha ribadito la linea dei centristi per uscire dalla crisi che passa per ”la via dell’ammissione delle difficoltà in cui si trova l’Italia per ragioni interne e internazionali. Un appello al senso di responsabilità di tutte le forze politiche presenti in quest’aula. L’apertura di una crisi formale sarebbe stato l’unico atto capace di dare credibilità ai propositi di coinvolgimento dell’opposizione”.

”E’ anche possibile – ha concluso – che lei ottenga questa fiducia risicata, ma tolti i fronzoli della propaganda, lei uscirà da questa prova non come un gigante, ma gravemente ridimensionato e incapace di assumere qualsiasi decisione”. Quanto ai risultati del governo: ”Dal 2000 al 2010 – conclude Cesa – l’Italia è il Paese che in tutto il mondo è cresciuto meno dopo Haiti. Siamo 179esimi su 180”.

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