Governo Conte, fiducia alla Camera con 350 sì

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 giugno 2018 22:05 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2018 22:05
Governo Conte, fiducia alla Camera con 350 sì

Governo Conte, fiducia alla Camera con 350 sì (Foto Ansa)

ROMA – Il governo M5s-Lega guidato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ottenuto la fiducia anche alla Camera, dopo quella al Senato. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A Montecitorio hanno detto sì al suo esecutivo 350 deputati, 263 i voti contrari e 35 astenuti, tra le fila di Fratelli d’Italia. Tra i voti favorevoli quattro in più rispetto a quelli previsti, tra cui quello del deputato di Fi Vittorio Sgarbi.

Ci sono stati momenti di tensione alla Camera durante la discussione sulla fiducia. Scintille si sono registrate quando il presidente del Consiglio ha citato la questione del conflitto di interessi, sottolineando che “ognuno ha il suo” e causando la dura reazione specie dai banchi del Pd. Ad andare all’attacco è stato soprattutto il capogruppo Pd alla Camera, l’ex ministro Graziano Delrio, che se l’è presa prende col premier chiedendogli di “non essere un pupazzo” e di “leggere la Carta”, e ha poi stigmatizzato il premier che aveva dimenticato di chiamare per nome Piersanti Mattarella, il fratello del presidente della Repubblica ucciso dalla mafia.

Botta e riposta anche tra il governo e l’Anac. “Ho lanciato l’idea – ha detto Conte – di valutare bene il ruolo dell’Anac che non va depotenziato. In questo momento però non abbiamo i risultati che ci attendevamo e forse avevamo investito troppo. Possiamo valorizzare Anac anche in prospettiva di prevenzione e rafforzare la fase di prevenzione, in modo di avere una sorta di certificazione anticipata degli amministratori pubblici per poter procedere alle gare più speditamente”. “Stupore” per le affermazioni del premier Conte. E’ quanto filtra dall’Anac, dove si sottolinea che “senza intenzione di fare polemiche, dal momento che è probabile che il Presidente del Consiglio non conosca tutto ciò che Anac fa per prevenire la corruzione” e “nell’ambito dello spirito di collaborazione istituzionale”, l’Autorità reitera l’invito, già mandato, a Conte di venire alla Relazione annuale in Senato il 14 giugno “per conoscere l’attività svolta e su quali parti eventualmente potrebbe essere utile intervenire”.