Governo, crisi a un passo. Fiducia subito. Cdm, guerra Pd-Pdl. Letta: “Così non si può”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2013 23:09 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2013 11:02
Governo in crisi, fiducia subito. Cdm, Pdl-Pd contro. Letta: "Così non si può"

Governo in crisi, fiducia subito. Cdm, Pdl-Pd contro. Letta: “Così non si può” (foto Ansa)

ROMA – La crisi di governo è a un passo. Enrico Letta lancia l’ultimatum al Pdl: “O state con noi o si chiude”. E chiederà la fiducia. E sì, perché in Consiglio dei Ministri del 27 settembre si è trasformato in un’arena tra (ex?) alleati. Pdl contro Pd, Pd contro Pdl. Primo risultato tangibile: aumento Iva da martedì. Il governo Letta è in crisi, per questo il premier ha chiesto un chiarimento in Parlamento (che ci sarà il 30 settembre o l’1 ottobre). Il ministro Graziano Delrio ha specificato: “Letta porrà la fiducia”. Perché, come ha detto il premier a fine incontro, “così non si può andare avanti”. C’è bisogno “di chiarezza”.

Ma che è successo in Cdm? Il Pd accusa il Pdl (“Non pensate al Paese”), il Pdl accusa il Pd (“Serve una soluzione sulla giustizia, è colpa del vostro antiberlusconismo”). L’unica cosa certa è che il decreto che doveva essere approvato in questo Cdm (quello che avrebbe fatto slittare l’aumento dell’Iva da ottobre a gennaio) è stato spostato a…dopo il chiarimento. Ma se il chiarimento si fa l’1 ottobre l’Iva nel frattempo aumenta. Come ha confermato Delrio: “E’ impossibile bloccare l’aumento”, e indirettamente anche l’altro ministro Flavio Zanonato: “Non so che dirvi”, rivolto ai giornalisti.

Letta lo ha detto chiaro e tondo: la sospensione di provvedimenti ”anche rilevanti di natura fiscale e economica” è dovuta all’impossibilità ”di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la continuità dell’azione di governo”.

La prima indiscrezione trapelata da Palazzo Chigi è stata: “Non si può approvare la cosiddetta manovrina”. Almeno non prima del chiarimento in Parlamento. Il governo avrebbe dovuto discutere solo di aumento dell’Iva, ma  èstata la prima occasione di confronto fra il premier Enrico Letta e il suo esecutivo dopo le dimissioni di massa annunciate dai parlamentari del Pdl, con tutte le reazioni che ne sono scaturite.

Angelino Alfano ha scaricato la colpa sul Pd: “Non possiamo stare in un governo che aumenta le tasse”, “Serve una soluzione sulla giustizia” perché “siete ossessionati dall’antiberlusconismo”. Franceschini e Fassina hanno replicato che per il Pdl giustizia “vuol dire Berlusconi” e così “si danneggia l’Italia”

Risultato: Letta vuole un chiarimento subito, se no non si può andare avanti. Con lui c’è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che alla fine del loro incontro nel tardo pomeriggio al Quirinale ha fatto subito sapere che

”C’è il pieno consenso di Giorgio Napolitano sul percorso che il presidente del Consiglio gli ha rappresentato intendendo seguirlo in sede di cdm questa sera e, successivamente, a breve, in sede di Parlamento”.

Così Napolitano sposa la linea Letta con un chiarimento che, fanno filtrare i due, avverrà in Parlamento all’inizo della prossima settimana. Chiarimento che chiedono anche i ministri del Pd. Mentre dal Pdl non arriva nessun dietrofront, anzi: chiarimento sia, purché si parli anche di Giustizia. Ovvero del caso Berlusconi.