Governo lampo: Renzi premier entro lunedì, vede Baricco. Alfano: “No a sinistra”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2014 13:50 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2014 18:30
Governo, crisi lampo: Renzi premier entro lunedì. Vede Baricco e i suoi ministri

Matteo Renzi (Foto Lapresse)

ROMA – Quella dell‘esecutivo di Enrico Letta si appresta a diventare la crisi di governo più breve della storia. Dopo le dimissioni del presidente del Consiglio venerdì 14 febbraio alle 13, 24 ore dopo sono già in pieno svolgimento le consultazioni al Quirinale, alle quali Lega Nord e Movimento 5 stelle hanno deciso di non partecipare. L’incarico al successore Matteo Renzi potrebbe arrivare già sabato sera, al massimo domenica, anche se c’è chi dice che il presidente Giorgio Napolitano voglia prendersi almeno un giorno per riflettere, facendo slittare la decisione a lunedì. 

In ogni caso, Renzi è nel pieno dei preparativi. Sabato mattina ha già incontrato lo scrittore Alessandro Baricco, papabile per il dicastero della Cultura, e il manager di Luxottica Andrea Guerra, possibile futuro ministro dello Sviluppo Economico, mentre un altro fedelissimo di Renzi, il patron di Eataly Oscar Farinetti, smentisce le voci che lo accrediterebbero al ministero dell’Agricoltura.

Intanto fuori dai palazzi, nello specifico in piazza Montecitorio, si anima la protesta dei grillini, che hanno definito “farsa” le consultazioni.

Se Fratelli d’Italia ha già annunciato di non voler sostenere il governo, mostrando ai giornalisti le tessere elettorali dopo la consultazione, anche Angelino Alfano ammette l’eventualità che il suo Nuovo Centradestra faccia mancare il sostegno al governo Renzi. In ballo ci sono due elementi: la conferma di Angelino Alfano alla vicepresidenza e al ministero degli Interni e una presenza significativa di rappresentanti di Ncd nel nuovo governo. 

“Da parte nostra c’è buona volontà – ha detto Alfano lasciando il Quirinale – ma l’esito è incerto perché vogliamo vederci chiaro” su programma e composizione della coalizione. In ogni caso, avverte, “se il programma è grande non ci deve essere fretta: non si può chiudere in 48 ore“.

“Non possiamo immaginare di cambiare natura all’esecutivo spostandolo a sinistra: se la composizione della coalizione si sposterà a sinistra con l’entrata di altre forze, noi diremo di no“. Alfano ha spiegato che Ncd ha un suo programma e ha “idee molto concrete e chiare, idee di centrodestra”. “Noi siamo gli avvocati del ceto medio italiano e il ceto medio – ha aggiunto – dovrà essere protagonista”. Per questo Alfano ha garantito che la sua formazione politica è pronta a fare “cose grandi” ma il programma deve essere messo “nero su bianco”. Ha quindi confermato la “buona volontà” di Ncd ma, per andare avanti in quello che potrebbe essere il governo Renzi, “si deve vedere con grande nitore il tratto di penna del centrodestra”.

Il ministro uscente per le riforme Gaetano Quagliariello, gli fa eco parlando a margine del convegno degli amministratori locali di Ncd: “Vogliamo un patto alla tedesca in cui siano decise anche le virgole”. E si dice contrario a “accordi di potere e ad un governo di sinistra”. “Noi non saremo gli utili idioti né della sinistra né della vecchia destra“, precisa.

Dallo stesso palco ha preso la parola il ministro per i Trasporti, Maurizio Lupi: “Saremo noi a decidere se e quando questo centrodestra potrà vincere, con una presunzione, che avremo un voto in più di Forza Italia. Non sarà Berlusconi a decidere”.  “Non mi sono sentito un utile idiota né quando ho difeso Berlusconi né quando ho sostenuto Letta per non mandare allo sbando il Paese né quando ho mandato Berlusconi dal suo carnefice” per l’accordo sulla riforma della legge elettorale, spiega ancora Lupi che riferendosi ad un sondaggio apparso su un quotidiano questa mattina invita Forza Italia a vedere quanti voti resterebbero una volta tolti “gli utili idioti dalla tabellina”.

Una nota congiunta dei senatori Gal e Fi poi  smentisce categoricamente un ipotetico sostegno a Renzi: “Basta con le illazioni. Smentiamo con forza quanto riportato oggi da alcuni media a proposito di un nostro eventuale passaggio in un altro gruppo per dare sostegno al nascente governo Renzi. La notizia è priva di fondamento”.

La nota è firmata dai senatori Antonio Milo, Vincenzo D’Anna, Pietro Langella, Giovanni Mauro e Ciro Falanga, che restano comunque in attesa di un’imbeccata del Cavaliere, atteso al Colle in serata. “Sia pure in attesa delle decisioni che vorrà prendere Silvio Berlusconi in particolar modo per quanto concerne i futuri assetti del partito in Campania, ribadiamo, con serietà, lealtà e coerenza, che siamo e rimaniamo in Forza Italia”.