D’Alema: “Veltroni dà una mano a Berlusconi”

Pubblicato il 30 Agosto 2010 10:37 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2010 16:16

“La lettera di Veltroni agli italiani ha avuto come unico effetto quello di dare una mano a Berlusconi”, mentre la ”proposta di Bersani ha avuto il merito ”di riappropriarsi dell’agenda politica, affermando cose molto ragionevoli”. Massimo D’Alema, in un colloquio con Repubblica interviene nel dibattito interno al Pd e propone di mettere mano ”alla riforma elettorale” prima del voto perchè ”questa legge fa comodo solo a Berlusconi”.

Se si arrivasse ad elezioni anticipate – spiega D’Alema – ”ci sarebbe sicuramente una maggioranza larga contro di lui, nel Paese, e il voto assumerebbe la chiara fisionomia di un referendum su Berlusconi, ma con le regole attuali si ripeterebbe la difficoltà di tradurre questa maggioranza elettorale in proposta di governo e in una leadership forte”.

”Quello della legge elettorale è davvero il nodo di fondo – sostiene – Non possiamo rischiare di tornare al voto con questo sistema. L’idea malsana e malintesa di bipolarismo che abbiamo cullato e costruito in questi anni ci ha portato a un sistema che fa comodo solo a Berlusconi, che col 38% dei consensi può farsi eleggere al Quirinale, e chiudere i giochi per sempre. Ci rendiamo conto che l’indicazione del premier sulla scheda non esiste in nessun paese del mondo? Ci rendiamo conto che in Italia con questo falso mito maggioritario ormai gli organi di garanzia contano sempre meno?”.

D’Alema indica anche delle soluzioni: ”Con il sistema tedesco – afferma – noi potremmo convogliare un campo vasto di forze, dall’Udc alla Lega, e creare un assetto tendenzialmente bipolare, anche se non bipartitico, dove si andrebbe alle urne con cinque, massimo sei partiti, con un centro forte che si allea con la sinistra, con la sfiducia costruttiva, con una buona stabilita’ dei governi, che volendo potremmo persino rafforzare con l’introduzione di una clausola anti-ribaltone. Non riesco a immaginare uno schema migliore, per un Paese come il nostro”.

L’ex premier boccia il ‘Mattarellum’ con il quale – dice – ”siamo andati alle urne con quattordici partiti”: ”E’ semplificazione questa? – domanda D’Alema – E’ bipolarismo questo? Se guardo al passato, vorrei sommessamente ricordare che l’esperimento lo abbiamo già fatto nel 1994, con i ‘Progressisti’, e non ci andò bene. Se guardo al presente, mi chiedo perchè mai Bossi e Casini dovrebbero suicidarsi, tornando a un modello che li penalizzerebbe fortemente”.