Di Maio “consulta” Lega e Pd “ma senza Berlusconi e Renzi”. Per il Carroccio “così si va alle urne”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 17:42 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 23:08
Di Maio, appello a Lega e Pd

Governo, Di Maio “consulta” Lega e Pd: “Parliamone, ma senza Berlusconi e Renzi”

ROMA – Mentre sta terminando il primo giorno di consultazioni al Quirinale in vista della formazione di un nuovo governo (domani i big Pd, Forza Italia, la Lega e i 5Stelle), tutti i riflettori sono puntati su Luigi Di Maio che ha dichiarato di voler vedere presto i leader di Lega e Pd e rinnovato l’appello a un confronto sui temi, aperto, trasparente.

Ma il capo politico dei 5 Stelle ha anche ribadito le sue condizioni, il doppio veto a Renzi e Berlusconi. Di Maio rilancia la palla a un campo avversario piuttosto affollato che mira a dividere per poter regnare: di là invita il Pd a sbarazzarsi del renzismo, di qua esorta Salvini a mollare una volta per tutte Berlusconi al suo destino. Senza, per ora, offrire in cambio nulla di più che la subalternità in un governo a guida 5 Stelle.

Le dichiarazioni di Di Maio, nulla di nuovo in effetti, confermano l’impressione che il primo round di consultazioni sia già da registrare come un giro a vuoto interlocutorio e già si pensa al secondo round (a metà della prossima settimana suggerisce Repubblica).

A Di Maio ha risposto Berlusconi, insistendo sulla indisponibilità di Forza Italia a “a qualunque forma di dialogo o ipotesi di governo con chi pone veti inaccettabili in una democrazia”.

Di Maio a Lega e Pd: “Scegliete da che parte stare”. “Speriamo di poter incontrare il prima possibile i due partiti per capire quali siano le loro proposte, e per capire con chi si possa iniziare a scrivere questo contratto. Poi mettiamolo in pratica. Vogliamo metterci subito al lavoro per far partire la Terza Repubblica che deve essere e sarà la Repubblica dei cittadini”. Lo scrive in un post Luigi Di Maio.

“La Lega scelga tra noi o Berlusconi”. “La Lega deve decidere da che parte stare: se contribuire al cambiamento che il M5S vuole realizzare per il Paese o se invece rimanere ancorata al passato e a Silvio Berlusconi, un uomo che ha già avuto la possibilità di cambiare l’Italia e che non lo ha fatto. La scelta è tra cambiare o lasciare tutto com’è, tra spostare le lancette dell’orologio avanti oppure indietro come farebbe inevitabilmente Berlusconi”.

“Renzi se ne lava le mani del Paese per dispetto a M5S”. “Anche il Pd è chiamato a scegliere. Scegliere se seguire la linea di Renzi, che per fare un dispetto al Movimento 5 Stelle vuole lavarsene le mani dei problemi del Paese, o la linea di chi invece vuole contribuire a lavorare per i cittadini. Il Pd ha l’opportunità di non ignorare il messaggio arrivato dagli elettori, che hanno chiaramente bocciato le loro politiche e la legge elettorale che porta la loro firma”.

“No a premier non eletti”. “Noi abbiamo avuto un mandato chiaro dagli elettori. Un terzo degli italiani ci ha chiesto di cambiare questo Paese e ha detto basta a forzature e presidenti del consiglio non eletti. Noi siamo prontissimi a rispettare questa volontà popolare, vediamo se anche gli altri saranno pronti a farlo”.

Giorgetti, Lega: “Con i veti si arriva al voto”. Se la Lega stringe un accordo con M5S, che fine fa Silvio Berlusconi? “Berlusconi lo coinvolgiamo – risponde Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa a ‘Porta a Porta’ -, ha spirito pragmatico, viene dall’azienda, sa se dare un contributo alla soluzione del problema. Nascerebbe un governo con una larga maggioranza e la forza per fare cose importanti per il Paese. Berlusconi chiede dignità per sè e per 5 milioni di italiani che l’hanno votato, mi pare ragionevole”. Se Berlusconi accettasse una legge sul conflitto d’interessi? “Sarebbe la mossa del cavallo” che risolve i problemi, ha risposto Giorgetti. “Finché il M5S non riconosce che abbiamo vinto assieme a FI e dobbiamo discutere tutti assieme, non si risolve, c’è una pregiudiziale ingiusta di M5S su FI. La politica dei veti e pregiudizi porta solo di nuovo a votare e i problemi dell’Italia peggiorano”.