Governo: Di Maio appeso al filo, Pd spaccato, Salvini contro tutti, che caos!

di Ama La Sunta
Pubblicato il 17 aprile 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2018 21:11
di maio e salvini

Governo: Di Maio appeso al filo, Pd spaccato, Salvini contro tutti, che caos!

ROMA – È la settimana decisiva. Se non sarà quella della formazione del governo sarà sicuramente quella che verificherà la tenuta degli schieramenti, soprattutto di quello del centro destra. La situazione all’interno della coalizione che ha ottenuto il maggior numero di voti alla scorsa tornata elettorale non è delle più rosee.

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Matteo Salvini, leader designato, non ha ancora digerito lo show di Silvio Berlusconi dopo le consultazioni. Ai collaboratori più stretti ha parlato di “grave mancanza di rispetto”, come se l’ex cavaliere non avesse ancora del tutto digerito il fatto che è arrivato secondo e che non è più lui il capofila del centro destra. Anche Giorgia Meloni non fa i salti di gioia, sondaggi da Arcore danno il suo partito intorno al 3%, il che significherebbe l’esclusione dal parlamento e il definitivo annientamento di Fratelli d’Italia da parte della Lega.

Se Atene piange, Sparta non ride. Nel PD il caos regna sovrano. Chi vuole tentare l’accordo con il Movimento 5 Stelle e chi punta ad una opposizione dura e pura, come dice Matteo Renzi. L’unica cosa certa nel centro sinistra è che non c’è nulla di certo.

Ma chi veramente in questo doppio giro di consultazioni ha perso ogni credibilità (ammesso che ne abbia mai avuta) è Luigi Di Maio che pur di farsi dare l’incarico venderebbe la madre. Lui, leader dei grillini, quelli che a colpi di apriscatole dovevano cambiare il sistema marcio dalla stanza dei bottoni, ora sembrano pienamente a loro agio nella tanto denigrata kasta. Il vero problema all’interno del Movimento creato da Beppe Grillo potrebbe portarlo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, per cercare di districarsi in questa ingarbugliata situazione, potrebbe dare l’incarico esplorativo ad uno di due presedenti delle camere. Se l’incarico fosse dato a Roberto Fico, all’interno del M5S si verrebbe a creare un problema di leadership non di poco conto. Lo stesso Di Maio ai fedelissimi ha confessato di sperare che se questa sarà la decisone di Mattarella, almeno che si vada sulla Casellati, in caso contrario sarebbe inevitabile una scissione interna.

Se si tornasse subito alle elezioni invece si porrebbe il problema del vincolo di mandato, perché ai grillini, da statuto, non sono concessi più di due mandati. Ed il povero Di Maio è al secondo giro. Prontamente però Rocco Casalino, responsabile comunicazione 5stelle, ha rilasciato un’intervista in cui spiega che il Movimento sta valutando, per alcuni casi eccezionali, di dare una deroga di mandato.

Insomma Di Maio è attaccato alla poltrona come e peggio un vecchio politico da prima Repubblica. Almeno quelli erano politici.

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