Governo di responsabilità o elezioni, idea Renzi. Mattarella cauto: niente voto prima della riforma elettorale

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 dicembre 2016 19:46 | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2016 19:46

 

Governo di responsabilità o elezioni, idea Renzi. Mattarella cauto: niente voto prima della riforma elettorale

Governo di responsabilità o elezioni, idea Renzi. Mattarella cauto: niente voto prima della riforma elettorale (Foto Ansa)

ROMA – O un governo di responsabilità nazionale con la più ampia partecipazione delle forze politiche per affrontare le scadenze del Paese oppure le elezioni: è l’aut aut che, secondo fonti di maggioranza, mercoledì 7 dicembre Matteo Renzi indicherà alla direzione del Pd. Ma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla seconda opzione frena: “E’ inconcepibile indire elezioni prima che le leggi elettorali di Camera e Senato vengano rese tra loro omogenee”, ha fatto sapere il Colle, secondo quanto riferisce l’Huffington Post.

“Il risultato del referendum, scrive il quotidiano online diretto da Lucia Annunziata, ha confermato un Parlamento con due Camere, regolate da due leggi elettorali profondamente differenti, l’una del tutto proporzional (il cosiddetto Consultellum, ndr), l’altra fortemente maggioritaria con forti rischi di effetti incompatibili rispetto all’esigenza di governabilità”, ovvero l’Italicum di Renzi.

Per il Colle, quindi, una nuova legge elettorale e dunque un governo che assicuri una transizione ordinata, nel rispetto della sovranità del Parlamento, sarebbe innanzitutto “una soluzione obbligata prima che buon senso”. Inoltre, determinante diventa anche la sentenza della Corte Costituzionale, che ha fissato per l’udienza del 24 gennaio 2017 la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate sull’Italicum.

“Ovvie ragioni di correttezza istituzionale richiedono prima di andare a nuove elezioni di attendere le conclusioni di quel giudizio il cui esito non è ovviamente prevedibile”, continua l’Huffington Post. Quale governo assicuri questo percorso è, innanzitutto, nelle mani di Renzi. E affidato alla volontà del Parlamento, perché sin dall’inizio di questa crisi il capo dello Stato si è posto come arbitro e garante, osserva il quotidiano online.

Intanto si apprende che le consultazioni per la formazione del nuovo Governo inizieranno giovedì, al massimo venerdì. Fermo restando uno scenario in veloce evoluzione.

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