Governo in apprensione dopo il primo voto di fiducia alla Camera

Pubblicato il 18 ottobre 2011 21:32 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 21:32

ROMA, 18 OTT – Governo in apprensione alla prima 'prova d'Aula' dopo la fiducia ottenuta sul filo venerdi' scorso, e 'pienone' delle grandi occasioni per la maggioranza per evitare il rischio della mancanza del numero legale. I 316 si', le defezioni e i molti scontenti che hanno 'fotografato' i confini della maggioranza la settimana scorsa hanno dunque lasciato il segno e un nuovo incidente di percorso, a fiducia ancora fresca, avrebbe avuto conseguenze politiche devastanti.

Non che il Pd non ci abbia provato. Ma forse la recente esperienza maturata e, ancor di piu', la presenza in Aula dello stesso Berlusconi giunto a 'monitorare' la propria maggioranza, hanno evitato al Governo di andare sotto. Non e' stato cosi', pero', in Commissione dove Pdl e Lega si sono viste costrette ad evitare la conta – segno che problemi di numeri ancora ci sono – rinunciando a una nomina.

In Aula, invece, il terreno di scontro e' stato sul ddl di riforma dell'art 41 della Costituzione sulla liberta' d'impresa. Nel pomeriggio, quando ha visto che l'aula si era in parte svuotata, con una mossa a sorpresa, il Pd ha messo ai voti una richiesta di rinvio del ddl in commissione. C'e' stato un accorrere veloce verso i banchi della maggioranza e la proposta e' stata respinta con 15 voti di scarto. Il secondo tentativo c'e' stato su un emendamento soppressivo dell'intera legge.

La tensione e' stata subito stemperata dalla decisione del Terzo Polo di astenersi, e il governo e' passato con 296 voti contro 223 a favore e 56 astensioni.

I numeri, dunque, ci sono. Ma restano esigui. E la debolezza si riflette soprattutto nel lavoro delle Commissioni. In quella sulle Attivita' produttive, al momento di votare, l'esecutivo ha rischiato di vedersi bocciare il parere sulla conferma della nomina di Matteo Marzotto alla guida dell'Agenzia nazionale del turismo.

Ad evitare il peggio per governo e maggioranza e' giunto a larghe falcate il ministro Vittoria Brambilla che ha interrotto la 'partita' annunciando che il governo rinunciava ad acquisire il parere parlamentare bloccando di fatto l'iter per la riconferma di Marzotto. Quello messo in scena dal governo, per Pd e Udc, è un procedere ''incerto e affannoso''. I Democrat parlano di paralisi, di una decisione che rischia di creare caos all'ENIT. Teresa Formisano (Udc) ironizza invece sul fatto che ''in Parlamento la maggioranza esiste solo quando deve dare la fiducia, peraltro a fatica''.

Come rimediare? Berlusconi non rinuncia a sperare nel recupero di alcuni parlamentari Pdl delusi che non hanno votato la fiducia. Nella 'caccia' ai fuggitivi Giustina Destro e Fabio Gava sono i primi della lista. ''Non ho una mia opinione al riguardo, ma ci sono esponenti di spicco del Pdl che dicono che e' possibile'' riportarli alla casa madre, ha detto Berlusconi.

La Camera, intanto, torna a riunirsi domani e ci sara' ancora da votare. E ancora una volta, con un copione che – hanno promesso – sara' ripetuto ad ogni voto, l'opposizione non manchera' di mettere in campo tutte le sue tattiche per provare a fare cadere la maggioranza e, con essa, il governo.