Governo M5S con badante Pd o doping Lega, ma sempre coi conti senza l’oste

di Lucio Fero
Pubblicato il 26 aprile 2018 8:41 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 11:10
Elezioni 2018- Governo M5S con badante Pd o doping Lega, ma sempre coi conti senza l'oste

Governo M5S con badante Pd o doping Lega, ma sempre coi conti senza l’oste

ROMA – Governo M5S ha detto Luigi Di Maio, oppure elezioni bis. Non ha detto sbagliato Luigi Di Maio: se M5S in qualche modo non ci sta, governo in Italia dopo il voto del 4 marzo non si fa. Neanche quello cosiddetto del presidente e cioè di nessuno votato da tutti. Neanche quello perché, appunto M5S non ci sta. E, se non ci sta M5S, non ci sta tanto meno Salvini. E quindi il governo del presidente non c’è.

Governo M5S allora, ma con chi? Sono le ore e i giorni del forse governo M5S con il Pd. Quelli che ne tessono se non le lodi almeno le opportunità lo fanno in nome di un ottimismo un po’…pigro. Sembrano se non tifare almeno accomodarsi e acconciarsi all’ipotesi di un governo M5S-Pd molti di coloro che vestono la veste della stabilità. Fosse anche la stabilità del male minore, comunque una stabilità.

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Eccolo il ragionamento, già depurato da ogni possibile impurità da interesse di nomenklatura veccia e nuova. Eccolo il ragionamento: troppo pericoloso per l’economia, ci si fa male davvero con un governo M5S-Lega. E ci si fa male tornando a votare, che poi se i risultati non cambiano o cambiano in peggio? La cosa più relativamente sicura per non farsi male è il governo M5S-Pd.

Che l’Italia resti in qualche modo sul sicuro o quasi lo sperano e quasi implorano nell’Unione Europea. E ci contano gli industriali e i sindacati. E se lo augurano ( non se lo auspicano che è lingua italiana butterata dal vaiolo della grammatica ignorata) in tutto l’Occidente, Trump e Fmi compresi.

Quindi governo M5S-Pd per non farsi male come paese. Assegnando però, e qui casca non solo l’asino ma anche il ragionamento, al Pd il compito di badare a M5S. Pd badante di M5S perché M5S governi ma non faccia mattane soprattutto quando si tratta di soldi, moneta, tasse, spesa pubblica, pensioni…

Ma il Pd, soprattutto se dice sì al governo con M5S, l’attimo dopo che dovesse aver detto sì, non avrebbe né la forza né la voglia di fare da badante. Se il Pd dirà sì al governo con M5S sarà perché avrà rinunciato a questo ruolo di custodia, tutela, prudenza su soldi, moneta, tasse, spesa pubblica…La battaglia dentro il Pd non è renziani-anti renziani (c’è anche quella ovviamente). La battaglia è se il Pd debba essere il badante-garante dell’interesse generale o tuffarsi anch’esso in braccia alla…gente. L’ultima cosa che il Pd farà se farà il governo con M5S è tenere a freno M5S e badare alla causa generale. Come dicono al Pd, ed è vero, è dal 2013 che il Pd ha provato a far questo e ne è uscito quasi morto, giustiziato dagli elettori.

Governo M5S-Pd per non fasi male come paese? Il Pd non vorrà far da badante e chi l’ha detto che M5S si terrà, si auto controllerà? Un team di professori chiamati da Di Maio a stendere la bozza di un contratto di governo dove è evidente l’input di smussare le diversità sia con la Lega che col Pd? Che cosa è, quanto è M5Sal netto della avversione all’euro, del tutti in galera, della banche assassine, del Pd ladro di lavoro e dei complotti sempiterni delle varie caste a danno dei cittadini?

Ma può sempre essere che governo M5S-Pd non si fa e allora, magari, si torna a governo M5S-Lega che oggi è stato dichiarata bottega chiusa. In questo caso Lega farebbe da doping e non da badante a M5S. Su moneta, tasse, pensioni, spesa pubblica…Doping da record o da squalifica? O perfino da overdose?

Però, però…Però c’è una circostanza che ha rilevato Carlo Cottarelli su La Stampa. Circostanza oggettiva, non l’ha confezionata Cottarelli nella sua mente, sta lì nei fatti. Solo che in genere le si dedicano poche parole. La circostanza è che qualunque possibile governo con badante o con doping, qualunque possibile alleanza tra partiti se si fa si fa con i conti senza l’oste.

Anzi si fa proprio senza i conti. Nessun programma di governo, tanto meno elettorale, nessuna trattativa tra M5S e Pd o tra M5S e Lega o quel che è stata tra Centro Destra e M5S si son neanche sognati di stabilire il cosiddetto perimetro di bilancio. Detta alla buona, nessuno si è sognato e si sogna di fare eventualmente un governo insieme partendo dal quanto si può spendere.

Il metodo è altro e diverso: tu quanto vorresti spendere? Ci aggiungiamo quanto vorrei spendere io. Magari limiamo un po’ la somma, ma l’alleanza si fa sommando le mie e le tue spese politiche, sociali, assistenziali, di settore e territorio, fiscali e così via. La somma che ci vien fuori trattando, il costo delle nostre esigenze sommate è quello il perimetro di bilancio. Si spende dunque quel che ci serve, non quel che abbiamo o che possiamo spendere.

Qualcuno la chiama ritrovata sovranità, qualcun altro dice che è ritrovato sviluppo, qualcun altro ancora trova che sia ritrovata socialità. Di certo è il metodo che si ritrova, pari pari, nei decenni della cosiddetta vecchia politica, la mitica e concreta Prima Repubblica seconda parte e Seconda Repubblica tutta intera. Le Repubbliche del deficit e del debito senza l’oste appunto. Nell’eterna e popolarissima illusione che quando anche arrivasse l’oste con il conto alla mano, tutti ce la caveremmo indicando tutti con l’indiceil vicino di sedia e dicendo: paga lui, tocca a lui.

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