M5s tratta col Pd, ma spunta apertura alla Lega. Zingaretti: “Spero no ipotesi del doppio forno”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 24 Agosto 2019 18:29 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2019 18:45
Nicola Zingaretti del Pd

Nicola Zingaretti, segretario del Pd (Foto ANSA)

ROMA – Le trattative per un governo M5s-Pd proseguono. I Cinque stelle trattano con i democratici, ma non senza i malumori di chi come Alessandro Di Battista o Gianluigi Paragone vorrebbe riaprire alla Lega. Nicola Zingaretti, segretario Pd, da Amatrice spiega di augurarsi che “non esista l’ipotesi del doppio forno” e si dice ottimista sul dialogo coi Cinque stelle.

Andrea Marcucci, presidente dei senatori dem, sottolinea che il percorso avviato prosegue, mentre Andrea Orlando chiede un confronto “serio e senza furbizie”.

Le divisioni interne a entrambi i partiti restano. Da un lato c’è la preoccupazione di Orlando, che non ha apprezzato la mossa di Luigi Di Maio che nel pomeriggio del 23 agosto, dopo il primo incontro con Zingaretti e la delegazione dem, ha “alzato la posta” in gioco rilanciando oltre ai 10 punti del programma da condividere anche il taglio dei parlamentari e un possibile Conte-bis, ipotesi quest’ultima esclusa dal Pd.

Intanto anche gli esponenti M5s si dividono tra la posizione di Alessandro Di Battista, Gianluigi Paragone e Stefano Buffagni che vorrebbero riaprire alla Lega, mentre Giuseppe Brescia, Roberta Lombardi e Luigi Gallo non perdonano il tradimento di Matteo Salvini e lo ritengono ormai inaffidabile per la formazione di un nuovo govenro.

Zingaretti: “No ipotesi del doppio forno”

Parlando da Amatrice, dove si trova per le commemorazioni del terremoto, Zingaretti ha dichiarato: “Mi auguro non esista l’ipotesi del doppio forno”. Poi da Facebook ha aggiunto in un post: “Noi crediamo che sia importante aprire con tutte le nostre forze una nuova fase politica, è necessario dar vita a un governo di svolta, per il lavoro, per la crescita, che affronti la situazione politica con un nuovo modello per aprire una nuova stagione. Per questo abbiamo chiesto un governo in discontinuità con quello che ci ha visto tra gli oppositori”.

Il segretario del Pd si dice comunque ottimista: “Credo che questa fase però vada fatta ascoltando e rispettandoci l’uno con l’altro. Per quanto riguarda i punti programmatici presentati, siamo disponibili e aperti ad ogni tipo di confronto. La sede nazionale del Pd è aperta e continueremo a lavorare per cercare di aprire una nuova stagione politica”.

Pd, Marcucci: “Un governo senza ultimatum e veti”

Tra i democratici più ottimisti sull’accordo c’è anche Marcucci, che ha dichiarato: “Ieri con la delegazione del M5S abbiamo stabilito un percorso per arrivare ad un accordo di governo serio e responsabile. Il confronto va avanti esattamente nelle modalità stabilite. Siamo convinti che, senza ultimatum e senza veti, riusciremo a dare un governo al Paese”.

Orlando preoccupato: “Confronto serio e senza furbizie”

Tra gli esponenti del Pd che chiedono a M5s chiarezza c’è il vicesegretario del partito: “L’altro ieri c’erano i 10 punti tassativi. Ieri alle 14 il taglio dei parlamentari. Alle 21 Conte o morte (questione non posta alle 14). Così è molto complicato…..Un confronto serio, ordinato e senza furbizie è l’unica via per dare un governo al Paese”.

E aggiunge: “Io penso che la nostra sia una posizione seria. Verificare le condizioni e se non ci sono, voto. Molto laicamente”. Su un Conte bis, Orlando spiega: “Ci sono cose percorribili e altre no. L’unica cosa che non si può fare è cambiare ogni 6 ore le carte in tavola”.

M5s diviso, Brescia e Gallo bacchettano chi riapre alla Lega

Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera M5s, bacchetta i colleghi del Movimento che si mostrano scettici sull’apertura al Pd: “I vari Bugani, Paragone potrebbero fare silenzio e rispettare il lavoro che sta facendo Di Maio in questa fase così delicata. Il mandato dell’assemblea è chiaro, rassegnatevi”.

Una dichiarazione rilanciata anche dalla Lombardi e da Gallo, presidente della Commissione Cultura di M5s, che scrive su Facebook: “Ecco chi ha chiesto pieni poteri, elezioni subito e chi ha fatto cadere il Governo ed ora, da perfetto Mefistofele, offre la presidenza del Consiglio a Di Maio, come se il M5S mettesse il proprio ego personale davanti al Paese come fa lui, come se il Movimento 5 Stelle si facesse corrompere da potere e poltrone, evidentemente ci confonde con Berlusconi”.

E prosegue: “Da buon Mefistofele vuole incenerire il pianeta con inceneritori, carbone e fossili, sono la base delle sue idee rivoluzionarie con cui governare l’Italia. Il M5S è nato per contrastare queste idee, per combatterle. La lega ha mostrato a tutti il suo volto. Mentre l’Amazzonia brucia e l’emergenza climatica diventa sempre più un macigno sulle nostre vite, l’unica cosa che resta da fare è mettere al centro l’ambiente, un Governo della transizione #energetica e della lotta #climatica”.

Poi conclude: “E giocare finalmente la nostra partita per l’acqua pubblica, stop consumo di suolo, per le rinnovabili al 100% e lo stop alla plastica. Possiamo fermare la terra dei fuochi con Sergio Costa. Questo è quello che si aspettano i cittadini, non visioni antistoriche e miopi che non portano da nessuna parte. Serve creatività e coraggio per cambiare paradigma, e a noi quel coraggio non manca”. 

Pd si riunisce il 25 agosto sul programma con M5s

L’incontro degli esponenti del Pd per discutere il programma messo sul tavolo da M5s si riuniranno domenica 25 agosto alle 15. Ad annunciarlo è Andrea Martella, coordinatore della segreteria del partito, che scrive in una nota: “Si riuniranno domani alle 15 i sei tavoli di lavoro per il programma sui dossier da portare al confronto con il M5S. Prosegue il lavoro sulla definizione degli obiettivi programmatici, dalle istituzioni all’economia, dal welfare allo sviluppo sostenibile, partendo dalle priorità fissate nel documento approvato all’unanimità dalla direzione, che ha dato mandato al segretario Zingaretti di verificare le condizioni per la nascita di un esecutivo di legislatura”. 

(Fonte ANSA)