Governo politico con M5S? Nel Pd lo dicono, ma c’è aria di scissione

di Alessandro Avico
Pubblicato il 13 Agosto 2019 13:10 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2019 18:50
Governo politico con M5S? Nel Pd ci pensano, ma c'è aria di scissione

Nicola Zingaretti (Foto Ansa)

ROMA – Un governo di legislatura con i 5 Stelle. Il Pd, o almeno una parte, sarebbe d’accordo. “Serve un governo politico di legislatura con M5S”, ha detto Bettini. E dello stesso parere è anche Franceschini che dice: “Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere. Sarà pieno di insidie e potremo provarci solo con un patto interno al Pd: lavorare tutti come una squadra, unita intorno al segretario”. Di fatto però un accordo all’interno del Pd non c’è. Motivo per cui Zingaretti e Renzi continuano a bacchettare a distanza, con lo spettro della scissione interna proprio quando c’è la crisi di governo Lega-M5S. 

“Se i partiti vogliono litigare litighino pure ma prima mettiamo i conti in salvo”. Con un governo di legislatura? “Non mi impicco a una formula o l’altra, per me la priorità è portare a casa l’abbassamento delle tasse ed evitare che l’Italia vada in recessione. Le formule dipenderanno dal dibattito tra i partiti“, dice invece il senatore del Pd Matteo Renzi in un’intervista al Tg2.

Nicola Zingaretti su Facebook invita il partito a restare unito. “Il governo ha fallito, è in crisi e quindi le nostre ragioni erano quelle giuste. Ora è il momento dell’unità per proporre un’alternativa per il Paese. Ora, io credo, è il momento dell’unità e dell’allargamento delle forze – dice il segretario del Pd – per farci trovare pronti ad ogni evenienza. Mi batterò fino in fondo per raggiungere questo obiettivo”.

Altri dirigenti indicano pure quale potrebbe essere il punto di caduta dello scontro interno fra chi vuole un accordo con i Cinque Stelle e chi pensa che sarebbe meglio andare a votare. 

“Il Pd è finito”. E’ più drastico Carlo Calenda ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital. “Così com’è è finito sicuramente. Dopodiché può decidere di andare oltre sé stesso, rilanciarsi, ricostruirsi in qualcosa di diverso”, ragiona l’europarlamentare, che poi delimita i confini della scissione nel partito: “Ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito. Nell’ultima direzione ho proposto di creare una segreteria politica in cui la gente si guarda in faccia e prende una decisione comune. I primi a non volerlo sono stati i renziani. Renzi non si siede con nessuno, non prende la telefonata di nessuno e non discute con nessuno. Questa è la verità”, attacca l’ex ministro,
La scissione nel Pd già c’è. Ormai è un dato di fatto. Renzi ha fatto un’intervista, non solo facendo zompare per aria il Pd ma anche facendolo diventare argomento di conversazione al posto della crisi di governo. Il tutto senza fare una telefonata a nessuno. E questo aveva detto che avrebbe fatto il senatore semplice e che non avrebbe parlato per due anni… pensa se parlava”. (Fonte Ansa).