Governo: premier c’è, ministri domenica? Le sedie contese: da Savona al doppio Di Maio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2018 13:40 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018 16:40
Governo Conte: premier c'è, e i ministri quando? Tocca aspettare domenica (forse)

Governo: premier c’è, e i ministri quando? Tocca aspettare domenica (forse) (foto Ansa)

ROMA – Ok, abbiamo un presidente del Consiglio. Ma il governo? L’ultima vox è che i ministri si sapranno non prima di domenica [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Voce implicitamente confermata dal Quirinale, che in una nota ha fatto sapere che al momento non è giunta a Mattarella alcuna comunicazione ufficiale circa la presentazione di chi effettivamente andrà a comporre il governo. Di certo, i nodi principali sono quelli relativi a Paolo Savona possibile ministro dell’Economia e Luigi Di Maio a capo di due ministeri. Ma ci sono anche altre sedie in ballo.

Giuseppe Conte, intercettato dai cronisti a ridosso del vertice con Di Maio e Salvini, ha risposto con un sibillino: “Al Colle? Vedremo…”, che lascia intendere che la strada da fare è ancora tanta. Il premier incaricato oltre ai leader di Lega e M5s ha incontrato anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

Secondo i soliti bene informati (leggi Repubblica) il nodo su cui si cerca un accordo tra la nuova maggioranza e il capo dello Stato è quello dei nomi di del ministro dell’Economia. Il favorito per il Mef è Paolo Savona, un nome che piace tanto a grillini e leghisti, ma che lascerebbe perplesso Mattarella (e non solo lui) per via di una avversione all’Euro più o meno esplicita manifestata in anni non sospetti. Forse anche in questo senso si può leggere l’incontro (avvenuto di buon ora) tra Conte e Visco.

In questo quadro si sono aggiunti anche i nodi dei Trasporti e del superministero Mise-Lavoro. Sul primo, non piace al M5S il nome di Giuseppe Bonomi (in corsa c’è anche Giorgetti) e, soprattutto, il Movimento sembra non essersi ancora arreso a perdere il dicastero. Sull’accorpamento di Sviluppo e Lavoro, che avrebbe Di Maio come capo, è la Lega invece a non essere convinta. Con il tema delle Tlc a fare da delicata appendice, anche perché guardata con grande attenzione da Silvio Berlusconi.

Anche la Sanità è in bilico mentre gli Esteri sembra destinato, come l’Economia, ad avere una figura tecnica, ma di area M5S. Il nome, tuttavia, ancora non c’è: le chance di Giampiero Massolo sembrano in caduta e l’idea di virare sull’ex montiano Enzo Moavero Milanesi crea più di un grattacapo a Di Maio. Outsider, l’ambasciatore Pasquale Salzano, vicino al Movimento. Più facile, forse, trovare la quadra sugli altri ministeri. L’Istruzione andrà al M5S: favorito resta Vincenzo Spadafora (anche se a riguardo emergono i primi malumori nel M5S), outsider possibili Michela Montevecchi e Filomena Maggino.

Per la Difesa in pole resta Emanuela Trenta, per la Giustizia Alfonso Bonafede. La Lega potrebbe presentare Giulia Bongiorno ai Rapporti con il Parlamento, Nicola Molteni all’Agricoltura, Simona Bordonali alla Famiglia, Gian Marco Centinaio al Turismo-Affari Regionali. Lorenzo Fontana sembra in corsa come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ruolo per cui resta attualissimo anche lo stesso Giorgetti.

Intanto Di Maio e Salvini continuano a rassicurare che i nomi dei ministri saranno scelti da Mattarella e Conte, senza interferenze. A crederci troppo, rischiamo che ci cresca un po’ il naso.