Politica Italia

Governo. Rimpasto: via De Girolamo, Cancellieri, Giovannini, Zanonato, Kyenge

Governo. Rimpasto: via De Girolamo, Cancellieri, Giovannini, Zanonato, Kyenge

Angelino Alfano e Enrico Letta (LaPresse)

ROMA – Il rimpasto del Governo sembra sempre più vicino. Dai tempi dello scandalo di Anna Maria Cancellieri, ministro dellla Giustizia messasi a disposizione della famiglia Ligresti finita metà in carcere, la pressione sale anche se finora Giorgio Napolitano e Enrico Letta hanno frenato, nel terrore di un effetto domino che distrugga l’unico valore che oggi conti in Italia, la stabilità del Governo.

Un nuovo scandalo, ancor più grave, è ora divampato, quello di Nunzia De Girolamo, ministro della Agricoltura i cui sistemi di gestioni sono stati portati in luce da una serie di intercettazioni imbarazzanti.
 “Tempo due settimane e ci sarà un nuovo governo, la strada ormai è segnata”,
garantisce Francesco Bei su Repubblica, che dopo una lunga sordina ha ora accelerato sullo scandalo De Gregorio.
A parte il caso di Nunzia De Girolamo, che secondo Francesco Bei dovrebbe essere sostituito da Bruno Tabacci,
“l’elenco dei sacrificabili si apre con due ministri finiti da tempo nella lista nera di Renzi: il bersaniano Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico; il titolare del Welfare, Enrico Giovannini, che ha aggiunto la critica al Jobs Act alle già numerose stoccate rifilate in passato al sindaco di Firenze”.
Né Zanonato né Giovannini hanno brillato, a parte una overdose di interviste sui giornali con progetti e piani più o meno improbabili tanto per conquistare dei titoli in pagina.
Al posto di Giovannini sarebbe destinato l’ex segretario del Pd e prima ancora della Cgil Guglielmo Epifani, non perché sarebbe l’uomo giusto al posto giusto, sia ben chiaro, ma perché
“ha stretto un rapporto solido con Luca Lotti, braccio destro di Renzi”.
Da sostituire, e da tempo, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.
Francesco Bei riporta anche le voci su una rimozione di Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, il quale però ha già fatto sapere che non ci pensa nemmeno. C’è da pregare perché resti. Il suo nome è una garanzia sui mercati internazionali, con il passato in Banca d’Italia e il rapporto stretto con Mario Draghi, presidente dellla Bce, del quale avrebbe dovuto prendere il posto di Governatore della Banca d’Italia se non si fosse messo di traverso l’allora super ministro Giulio Tremonti, accecato dall’odio per Draghi.
Ma c’è di più e di peggio, perché, sostiene Francesco Bei,
“al suo posto, potrebbe andare Mario Monti, essendo Scelta Civica in debito di posti”.
Monti sarebbe una sciagura: la sua vanità e la sua incapacità come uomo di Governo ha fatto piombare la povera Italia in un aggravio di Recessione che ha anche contagiato l’Europa. Al terrore degli italiani per un ritorno di Mario Monti ha dato voce il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi:
“Non accadrà. Ma intanto ieri sono circolati due incubi. Berlusconi candidato alle europee. Monti che ritorna con il ministero dell’Economia e delle finanze”.
Sarebbe matura anche l’uscita del ministro Cècile Kyenge, contestata al Nord e rivelatasi abbastanza incapace e inadeguata anche se, scrive Francesco Bei, il Pd, sempre in cerca di modi per perdere voti, pensa alla Kyenge
“come capolista alle Europee in una delle circoscrizioni del Nord”.
A mettere in moto il domino del rimpasto sarà il caso di Nunzia De Girolamo:
Il Pd, ricorda Francesco Bei,
“ora chiede che Nunzia De Girolamo si presenti in Parlamento per “chiarire” il suo coinvolgimento nella vicenda della Asl di Benevento“. […]. Il pretesto, come sul caso Cancellieri, lo forniscono i grillini, che insistono sulla richiesta di una seduta parlamentare. “Venire a riferire in aula sarebbe il minimo”, sostiene Luigi Di Maio, il vicepresidente M5S della Camera. I grillini si sono fatti furbi, dopo la vicenda Cancellieri-Ligresti hanno compreso che la mozione di sfiducia a un ministro ha come unico effetto quello di ricompattare la maggioranza. Così chiedono “solo” che De Girolamo venga a riferire sull’affaire beneventano”.
Si tratta, nota Francesco Bei, di
“una richiesta che trova orecchie attente nel Pd renziano. “Il ministro De Girolamo deve chiarire in Parlamento e poi si valuterà il suo comportamento”, confermano dalla sede del Pd nazionale.
“Dietro garanzia di anonimato un renziano di provata fede ammette che “se i grillini alzano il tiro non potremo comportarci come con Alfano e Cancellieri e fare finta di niente”. Certo il caso De Girolamo è una materia imbarazzante per il Pd, anche da ciò si spiegano i silenzi di palazzo Chigi e dello stesso Renzi. Nunzia è sposata con Francesco Boccia – lettiano doc ma sostenitore di Renzi alle primarie – e ha un rapporto di amicizia da diversi anni con lo stesso Enrico Letta, tanto da far parte del board del think tank lettiano “Vedrò” (responsabile del Mezzogiorno)”.
To Top