Governo, Rutelli: “Elezioni inutili. Ci vuole un nuovo polo”

Pubblicato il 25 Novembre 2010 11:28 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2010 12:52

Francesco Rutelli

“Le elezioni? Sono inutili, sarebbero soltanto mesi perduti. I due poli attuali ne uscirebbero più deboli e la situazione diventerebbe ancora più difficile”: lo dichiara Francesco Rutelli, intervenendo alla trasmissione ‘Un caffé con…’ di SKYTG24.

“Il bipolarismo – sottolinea – è stato il tentativo di dare all’Italia una normale alternanza, ma non è riuscito. La politica delle due mezze mele non riesce a tagliare il traguardo. Nel giro di poche settimane ci potrebbe essere richiesto uno sforzo di risanamento del debito senza precedenti, la nostra economia potrebbe finire sotto le spallate di una speculazione internazionale alla ricerca di bersagli facili”.

“L’Italia – ha proseguito Rutelli – dovrebbe definire oggi una via d’uscita dalla crisi legata al debito pubblico, con riforme coraggiose per avviare una ripresa dell’economia: liberalizzando, facendo accordi con le categorie professionali, non alzando le tasse”.

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”Per affrontare questa situazione difficilissima – conclude il leader dell’Api – ci vuole un nuovo polo, una coalizione per il risanamento e le riforme, un accordo tra forze responsabili su proposte condivise per voltare pagina e uscire da questo torneo assurdo e distruttivo”.

Sui rifiuti a Napoli “qualcuno aveva presentato una cartolina con su scritto ‘tutto risolto’. Mi ricorda l’ex-presidente americano Bush quando sulla portaerei aveva dichiarato finita la guerra in Iraq, con dietro il cartello ‘missione compiuta’”. Lo dichiara Francesco Rutelli, intervenendo alla trasmissione ‘Un caffè con…’ di SKYTG24.

“Sono state distribuite da Berlusconi cartoline su Napoli salvata dalla monnezza”, osserva Rutelli. “E invece non hanno messo in campo le soluzioni necessarie, dalle discariche ai termovalorizzatori”. ‘Non dobbiamo, però, godere del disastro di Berlusconi sulla monnezza”, conclude il leader di Alleanza per l’Italia, spiegando che ”ci vogliono risposte serie, credibili, condivise”.

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