Governo, Savona chiarisce: “Voglio Ue più forte ma più equa”. Basta per convincere Mattarella?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 maggio 2018 14:01 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2018 14:06
Governo, Savona ci prova: "Voglio Ue più forte ma più equa". Basta per convincere Mattarella?

Governo, Savona ci prova: “Voglio Ue più forte ma più equa”. Basta per convincere Mattarella?

ROMA – “Voglio un’Europa più forte ma più equa”, queste le parole di Paolo Savona, l’uomo indicato dalla Lega e dai Cinquestelle come ministro dell’Economia. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Parole che sanno di chiarimento ma anche di passo indietro rispetto alle posizioni anti Ue di Savona. Parole che provano a sbloccare l’impasse. Parole arrivate probabilmente con la regia dei 5Stelle per sbloccare la situazione governo entro domani oppure tornerà il fantasma del voto anticipato. Ma queste parole basteranno per convincere Mattarella?

Quando sono trascorsi ormai 85 giorni dalle elezioni senza la nascita di un governo: un record per la Repubblica. In queste ore sono in corso telefonate – sia tra le forze politiche che a livello istituzionale – per evitare la rottura sul nome di Savona: il professore con posizioni molto critiche sull’euro e sul ruolo della Germania che la Lega vuole all’Economia, contro il parere del Quirinale.

Non sono mai intervenuto in questi giorni nella scomposta polemica che si è svolta sulle mie idee in materia di Unione Europea e, in particolare, sul tema dell’euro, perché chiaramente espresse nelle mie memorie consegnate all’Editore il 31 dicembre 2017, circolate a stampa in questi giorni, in particolare alle pagine 126-127″. Lo scrive in un comunicato diffuso tramite il sito “scenarieconomici.it” Paolo Savona riportando nel dettaglio il suo pensiero “per il rispetto che porto alle Istituzioni”, precisa.

Savona sintetizza così le sue posizioni:

– Creare una scuola europea di ogni ordine e grado per pervenire a una cultura comune che consenta l’affermarsi di consenso alla nascita di un’unione politica.

– Assegnare alla BCE le funzioni svolte dalle principali banche centrali del mondo per perseguire il duplice obiettivo della stabilità monetaria e della crescita reale.

– Attribuire al Parlamento europeo poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale.

– Conferire alla Commissione Europea il potere di iniziativa legislativa sulle materie di cui all’art. 3 del Trattato di Lisbona.

– Nella fase di attuazione, prima del suo scioglimento, assegnare al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo compiti di vigilanza sulle istituzioni europee per garantire il rispetto degli obiettivi e l’uso dei poteri stabiliti dai nuovi accordi.

“Per quanto riguarda la trasposizione di questi miei convincimenti nel programma di Governo – spiega quindi nella nota – non posso che riferirmi al contenuto del paragrafo 29, pagine 53-55, del Contratto stipulato tra la Lega e il M5S, nel quale vengono specificati gli intenti che verranno perseguiti dal Governo che si va costituendo “alla luce delle problematicità emerse negli ultimi anni”; queste inducono a chiedere all’Unione Europea “la piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo”.

Salvini intanto twitta: “Io fino all’ultimo non mi arrendo!“, con tanto di foto di un aereo Alitalia (segno probabilmente del ritorno a Roma dopo il comizio di ieri sera in provincia di Bergamo”.

Il premier incaricato, Giuseppe Conte, sta lavorando sulla lista dei ministri nella sua casa a Roma. Potrebbe anche chiedere un colloquio informale con il capo dello Stato. Su Savona, almeno fino a ieri sera, la Lega si diceva indisponibile ad arretramenti. Per Matteo Salvini, l’economista sembra essere diventato la pedina di un gioco più ampio. E il leader leghista ieri ha minacciato: “Se salta tutto, ci sarà una frattura tra il popolo italiano e i palazzi”.

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