Ipotesi governo di transizione, chi lo guida? Spunta il nome di Mario Draghi

Pubblicato il 3 agosto 2010 19:53 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2010 20:04

Mario Draghi

Il voto di sfiducia al sottosegretario Giacomo Caliendo è il primo banco di prova del governo dopo la rottura dei finiani, ma nei prossimi mesi (se sopravvive) l’esecutivo troverà altri scogli. L’ipotesi “governo tecnico” non è così peregrina e trova maggiore favore rispetto all’opzione “alle urne subito”. Tra i nomi che circolano alla guida di questo ipotetico governo di transizione c’è anche quello di Mario Draghi, il governatore della Banca D’Italia.

Questa la preoccupazione del Quirinale: in caso di crisi del governo sarebbe infatti preferibile un governo di transizione piuttosto che sciogliere le Camere e andare alla urne. Il voto anticipato sarebbe un pericolo per la finanza del Paese, con possibili investitori in fuga, e poi in autunno c’è da varare una manovra bis.

Meglio un governo tecnico e chi sarebbe più adatto a guidarlo, soprattutto in un momento così delicato per l’economia mondiale? Il nome circola dai tempi, ancora non sospetti, della cena a casa di Bruno Vespa. Alla quale parteciparono anche il premier Berlusconi e Casini dell’Udc. E, appunto, Mario Draghi. Da allora il governatore della Banca d’Italia avrebbe addirittura stilato un programma di massima. In cima alla lista ci sarebbe la questione fiscale: troppo forte e troppo disomogenea la pressione del fisco, troppo alta l’evasione. Il nome di Draghi troverebbe anche il favore della Lega: da sempre il governatore è un fautore del federalismo.