Zaia: “Se il governo non viene sfiduciato Fini si dovrà dimettere”

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 9:07 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2010 9:23

”La cosa più imbarazzante è il dover spiegare alla gente che abbiamo fatto accordi con un alleato non affidabile”. Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, intervistato dal Corriere della Sera sottolinea come la ”rivoluzione” di tipo ”gandhiano” promessa con il federalismo è in rallentamento, perchè ”c’è chi si aggrappa al freno d’emergenza, per fermare il convoglio in corsa”.

Proseguendo nella metafora, Zaia parla di ”un compagno di viaggio che ci obbliga a guardarci alle spalle. Anche al di là della mozione di sfiducia”. Il riferimento è al presidente della Camera, Gianfranco Fini per il quale il governatore prova ad immaginare uno scenario futuro. ”Se la sfiducia non ci fosse, è chi ha presentato la mozione che si trova politicamente sfiduciato. O no? – si domanda – Se il governo avesse i numeri, cosa fa Fini il giorno dopo? Si dimette? Esce dalla scena politica? Io penso che se scendi in campo in questo modo, la faccia te la devi giocare fino in fondo”.

Poi aggiunge che di fronte alla fiducia al governo Fini ”ne trarrebbe le logiche e naturali conseguenze”. Se così non fosse e il presidente della Camera ”restasse lì a fare il censore”, secondo Zaia ”sarebbe abominevole. Ma il Nord a questo non ci sta”. ”Le situazioni non possono che essere sciolte ridando la parola ai cittadini – aggiunge Zaia – La Lega è sempre stata coerente, lineare. I governi alternativi, con tutto il rispetto per il Capo dello Stato, per noi sono un ribaltone”.

Qualora invece si formasse un governo di questo tipo, secondo il presidente regionale ”sarebbe un governo del Sud e reazionario”. ”Un’involuzione reazionaria della politica – conclude – un abominevole colpo di mano controriformista”.