Governo, Zingaretti: “Era e rimane difficile”. Di Maio: “Pensino a soluzioni non a colpire me”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Agosto 2019 11:26 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2019 11:26
Governo, Zingaretti: "Era e rimane difficile". Di Maio: "Pensino a soluzioni non a colpire me"

Governo, Zingaretti: “Era e rimane difficile”. Di Maio: “Pensino a soluzioni non a colpire me” (Foto Ansa)

ROMA – La trattativa avviata in questi giorni coi 5 Stelle “era e rimane difficile”. Lo ha detto in Direzione Pd il segretario Nicola Zingaretti che entrando alla Camera si è comunque definito “sempre ottimista”. Di “ore molto difficili per il Paese” parla pure il suo aspirante alleato Luigi Di Maio che invita a “trovare soluzioni per gli italiani, non a colpire me”.

Nonostante le incognite ancora da sciogliere le delegazioni di Pd e M5S hanno ripreso i colloqui alla Camera già a partire dalle 8:30 di questa mattina. Ad aprire il valzer delle dichiarazioni è stato Andrea Orlando che entrando in direzione sintetizza: “Non c’è un problema Di Maio, ma se c’è un premier M5s è giusto che ci sia un vicepremier del Pd”. E sull’ipotesi di sottoporre l’accordo M5s-Pd al voto su Rousseau precisa: “Spero che non impatti con le procedure previste dalla Costituzione – aggiunge Orlando – Se dovesse ledere le prerogative del Capo dello Stato sarebbe inaccettabile”. Se invece “si tratta di uno strumento di decisione interna è un altro discorso”.

Polemico invece Carlo Calenda, eruoparlamentare Pd che a Radio Capital dichiara: “Sarò coerente, dal primo giorno in cui mi sono iscritto al Pd ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo con i 5 stelle”. “Lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato da questo rapporto con i 5 stelle che nasce male. Quando il Pd avrà di nuovo voglia di combattere spero di ritrovare alcune persone sulla strada”.

Ma il segretario Pd sembra determinato a trovare l’intesa. “Amo l’Italia, la prima cosa importante da fare è dare un futuro all’Italia con un nuovo governo” dice. Il futuro può essere un Conte bis? “Deve essere un nuovo governo”. 

“Noi abbiamo accattato il peso della responsabilità nei confronti del Paese. Chiederemo una discontinuità” aggiunge Zingaretti. “Potevamo scegliere diversamente? Forse. A partire dalla figura del premier. Ma abbiamo deciso di aprire alla scelta di Conte perché così ha deciso il M5S. In questa scelta c’è un modello diverso di governo rispetto al precedente. Ora serve accettare equilibri accettabili per tutti”.

“Serve visione condivisa. Si parli di Tav, di mezzogiorno o di altro. Serve discontinuità. Anche nelle nostre politiche. Solo così sarà possibile parlare di un governo di legislatura”.

La direzione del Pd ha quindi dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo governo con un mandato esplorativo. Tutti i componenti della direzione hanno votato a favore della relazione del segretario, tranne – a quanto si apprende – il senatore Matteo Richetti che ha detto no. La direzione Pd è quindi terminata.

Intanto con l’arrivo al Quirinale della delegazione del gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” è cominciata la seconda giornata di consultazioni. Mattarella alle 10:30 ha incontrato il gruppo “Liberi e Uguali” alle 11 la delegazione di Fratelli d’Italia. Le consultazioni riprenderanno poi nel pomeriggio quando alle 16 Mattarella riceverà la delegazione del Pd guidata dal segretario Nicola Zingaretti. Alle 17 sarà la volta di Silvio Berlusconi e la delegazione di Fi. Alle 18 Mattarella incontrerà Matteo Salvini a capo della delegazione della Lega e infine alle 19 a chiudere le consultazioni sarà Luigi Di Maio che guiderà la delegazione del Movimento Cinque Stelle.(Fonte: Ansa)