Governo: Mattarella dà incarico premier a Conte che accetta con riserva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2019 8:01 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2019 10:32
Governo, Zingaretti ufficializza il sì al Conte-bis: "Vale la pena tentare, serve discontinuità"

Gli esponenti del Pd al termine delle consultazioni (foto ANSA)

ROMA – Il Presidente della Repubblica Mattarella ha dato l’incarico premier a Giuseppe Conte che ha accettato con riserva. Conte cercherà ora di formare un governo M5s-Pd.

Nell’ultimo giro di consultazioni, è stato infatti annunciato l’accordo tra il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico per un Conte-bis. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato Giuseppe Conte questa mattina, 29 agosto, alle 9:30, per affidargli l’incarico di formare un nuovo governo.

Zingaretti: “Non possiamo non tentare”

“Amiamo l’Italia e crediamo che valga la pena tentare questa esperienza. In tempi complicati come quelli di oggi sottrarsi alla responsabilità del coraggio di tentare è l’unica cosa che non possiamo e non vogliamo permetterci. Intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti al termine della consultazione con il presidente Mattarella al Quirinale.

“Abbiamo espresso al presidente della Repubblica il nostro sostegno al tentativo di dare vita a un governo con una nuova maggioranza politica. Abbiamo riferito di aver accettato la proposta del M5S di indicare il nome del presidente del Consiglio dei ministri”, afferma il segretario dem. “Abbiamo altresì risolutamente confermato l’esigenza ora di costruire un governo di svolta e discontinuità per questo Paese”.

“Abbiamo definito un primo comune contributo”, spiega Zingaretti. “Deve essere chiaro che non c’è alcuna staffetta da proseguire e non c’è alcun testimone da raccogliere. Semmai, c’è una nuova sfida da cominciare”.

Di Maio: “Accordo con il Pd su Conte, non ci sottraiamo”

“Si è deciso di far saltare tutto. Eppure gli italiani avevano votato per vedere risolti i loro problemi, non per risolvere i problemi di qualche partito. In politica ci sono due categorie di persone: quelli che la fanno e quelli che ne approfittano. M5S non si sottrarrà alle proprie responsabilità. Abbiamo preso impegni, come quello di evitare l’aumento dell’Iva. Costi quel che costi questi impegni vogliamo mantenerli”. Lo ha detto Luigi Di Maio al termine dell’incontro della delegazione M5S con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Non esistono soluzioni di destra o di sinistra, ma soltanto soluzioni. Questi schemi sono ampiamente superati. Conte è uomo di grande coraggio che ha dimostrato di voler servire il Paese con spirito disinteressato: c’è un accordo politico con il Pd affinché Giuseppe Conte possa ricevere di nuovo l’incarico e provare a formare un Governo di lungo termine. Il nostro programma è sempre lo stesso. Abbiamo cominciato un lavoro il 4 marzo del 2018 e vogliamo portarlo a termine”, ha proseguito Di Maio.

“Non scapperemo dalle promesse fatte agli italiani. Ho sentito in queste ore tante polemiche sulla mia persona. Vorrei comunicare una cosa: la Lega mi ha informato di voler proporre me come premier per ripartire, mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale. Li ringrazio, con sincerità, ma con la stessa sincerità dico che a me interessa il meglio per il Paese, non per me stesso. Grazie alla mia rinuncia da premier, l’Italia ha conosciuto Giuseppe Conte, M5S è andata al Governo. Come ho fatto allora, anche oggi rifiuto l’offerta della Lega con serenità e gratitudine, e non rinnego il lavoro fatto insieme, ma quel che conta è che l’Italia sia sempre più forte, anche a livello internazionale, e il riconoscimento di ieri di Donald Trump ci fa capire che siamo sulla strada giusta”.

“Se nelle prossime ore il presidente della Repubblica dovesse decidere di dare l’incarico a Giuseppe Conte, chiederò che il percorso di formazione del nuovo Governo parta dalla formazione di un programma omogeneo, che metta al centro i cittadini”, ha concluso Di Maio.

Salvini: “Sconcerto per teatrino sulle poltrone”

“Secondo il rituale siamo stati rapidi, precisi, diretti, onesti fino in fondo con il presidente Mattarella cui abbiamo espresso lo sconcerto non della Lega ma di milioni di italiani rispetto al teatrino della guerra delle poltrone che si verifica da giorni”. Lo dice Matteo Salvini al Quirinale. C’è “un premier su indicazioni di
Parigi, Berlino, Bruxelles, un Monti-bis. A qualcuno dava fastidio un governo che stava restituendo orgoglio, sovranità e futuro alle famiglie italiane”, afferma il leader della Lega Matteo Salvini dopo le consultazioni al Quirinale. “Unico collante” di questo governo ”è l’odio nei confronti della Lega, primo partito italiano che ha avuto la forza di rimettere i suoi ministeri nelle mani del popolo italiano dicendo “giudicateci”. Su infrastrutture e politica estera” Pd e M5S “sono due mondi diversi”.“Tutte le elezioni in questo anno hanno visto un solo partito perdere sistematicamente, il Pd. Milioni di italiani si chiedono a che cosa serva votare se quelli che mandiamo a casa con le elezioni tornano dalla finestra con i giochi di palazzo. Dignità vorrebbe che ci fossero elezioni. Ma chi ha paura del voto non può scappare all’infinito”.

“L’Italia non può essere ostaggio dei cacciatori di poltrone”. “La Lega rimane baluardo, non vinciamo tra due mesi, dobbiamo aspettare sei mesi o un anno per vincere? Non abbiamo fretta”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, al termine delle consultazioni. “Sono convinto che comunque vada il giudizio popolare lo devi affrontare e noi lo affrontiamo a testa alta, gli italiani hanno memoria lunga”.

Berlusconi: “Ridare la parola agli italiani”

“Abbiamo manifestato al Presidente della Repubblica la necessità di ridare la parola agli italiani, e preoccupazione per il pericoloso scenario che sta delineandosi”. Lo ha detto il leader di Fi Silvio Berlusconi dopo le consultazioni con il presidente Mattarella.  “Abbiamo illustrato tutta la nostra preoccupazione per il pericoloso scenario che si va delineando: il capo dello Stato lo sta affrontando con l’equilibrio e la saggezza che gli abbiamo sempre riconosciuto”. “Quella che sta nascendo tra M5s e Pd è una soluzione politicamente sbagliata, inadeguata ai grandi problemi lasciati sul tappeto dall’esecutivo dimissionario”, aggiunge.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev