Grasso o “rischiare Schifani”? M5S, tensioni e urla a prima riunione in Senato

Pubblicato il 16 Marzo 2013 19:14 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2013 21:46
Massimo Baroni, portavoce M5S alla Camera dei Deputati,

Massimo Baroni, portavoce M5S alla Camera dei Deputati (foto Ansa)

ROMA – Alla fine hanno deciso per la libertà di voto. E una decina di loro, qualcuno in più, ha votato per Pietro Grasso dandogli una mano a conquistare la presidenza del Senato. Ma quella del Movimento a Cinque Stelle è stata un’assemblea durissima, piena di momenti di tensione. I senatori grillini si sono divisi, hanno votato per alzata di mano, in un primo momento, di non dare l’appoggio a  Grasso per la presidenza del Senato, poi è arrivata la decisone finale della libertà di voto.

Il dato politico che resta è che alla prima decisione “vera” i grillini si sono spaccati. La riunione, descritta dall’Ansa come “molto tesa”, è durata circa due ore nell’aula della commissione Industria di Palazzo Madama. L’indicazione data all’inizio ai giornalisti dal capogruppo Vito Crimi era che si sarebbe mantenuta la posizione di non votare il candidato Pd, ma non tutti i 5 Stelle erano d’accordo e le solide mura dell’aula che ospitava la riunione non sono riuscite a coprire la tensione esplosa anche in alcune urla.

Il dibattito si è protratto a lungo e per tutta la durata, come ha ammesso un senatore, ha prevalso ”l’incertezza”.