Gregoretti, maggioranza rinvia per non regalare voti a Salvini martire

di Daniela Lauria
Pubblicato il 9 Gennaio 2020 10:36 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2020 14:13
Gregoretti: M5s, Pd e Italia Viva chiedono rinvio voto su processo a Salvini a dopo le regionali

Nella foto Ansa Matteo Salvini, sullo sfondo un barcone di migranti

ROMA – Rinviare il voto della Giunta delle immunità del Senato sul caso Gregoretti per non regalare voti a Salvini nelle elezioni in Calabria ed Emilia Romagna. Lo chiedono i senatori di M5s, Pd e Italia viva dopo la presentazione della relazione Gasparri, che proponeva di non dare il via libera al processo per Matteo Salvini. Secondo il calendario, il voto della Giunta era previsto il 20 gennaio.

La richiesta è stata presentata dal senatore 5 Stelle Mattia Crucioli, tenendo conto della sospensione delle attività delle commissioni di Palazzo Madama, dal 20 al 26 gennaio, per via delle elezioni regionali del 26. E’ stato chiesto inoltre un ulteriore approfondimento dell’istruttoria. Richiesta sulla quale concordano anche il senatore di Iv Francesco Bonifazi e la collega del Pd Anna Rossomando. 

L’obiettivo sarebbe quello di non trovarsi in campagna elettorale un Salvini che cavalca il suo miglior cavallo di battaglia, quello di martire per aver salvato gli italiani dall’invasione.

Nella relazione che illustra ai senatori il caso, il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, ha proposto di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere giunta dal tribunale dei ministri di Catania nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Salvini, per il ritardato sbarco di 131 migranti l’estate scorsa.

“In linea di continuità rispetto alle decisioni già assunte da questo organo in questa legislatura – è il ragionamento di Gasparri – si ritiene doveroso prospettare l’opportunità che la Giunta coerentemente proponga all’assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere di cui al documento in titolo”.

In un altro passaggio Gasparri inoltre sottolinea che “a prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte (elemento sul quale la Giunta non può, anzi non deve esprimersi) sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico-governativo di quest’ultimo, comprovato innanzitutto dalla assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte dallo stesso operate. Il caso era notorio ed era su tutti i mass media e su tutti i giornali di quei giorni. Non era necessaria una comunicazione specifica di Salvini perché gli elementi della vicenda erano ravvisabili in toto dalla stampa”.

Gasparri ricorda inoltre che nella mail del 26 luglio inviata dal consigliere diplomatico di Conte, Benassi, “si legge testualmente persons saved in the sea and currently on board of the ship Gregoretti; orbene il consigliere diplomatico di Conte parla della presenza dei migranti a bordo della Gregoretti ed è quindi assolutamente inverosimile che Conte stesso non sapesse nulla della vicenda”.

Commentando la richiesta di rinviare il voto, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha replicato stizzito: “Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità”.

Fonte: Ansa