Gregoretti, la maggioranza diserta Giunta per voto su processo a Salvini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2020 17:40 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2020 17:40
Gregoretti, la maggioranza diserta Giunta per voto su processo a Salvini

Gregoretti, la maggioranza diserta Giunta per voto su processo a Salvini (foto ANSA)

ROMA – Alle 17:00 di oggi, lunedì 20 gennaio, si sarebbe dovuta riunire la Giunta per l’Immunità del Senato per autorizzare il tribunale di Catania a portare a processo Matteo Salvini. Per quell’ora era infatti atteso il voto sulla relazione del presidente Maurizio Gasparri, relazione che sottolineava le motivazioni di un diniego all’autorizzazione a procedere in merito all’accusa di sequestro di persona per i fatti inerenti alla sbarco dei migranti dalla nave Gregoretti. Tuttavia le forze di governo hanno anticipato con una nota che non si presenteranno alla riunione convocata a Sant’Ivo alla Sapienza.

“Non ci presenteremo in Giunta in quanto la convocazione di oggi è frutto di gravi forzature sia del presidente Gasparri che della presidente Casellati. Non ci presenteremo anche perché non sono state accolte le richieste di approfondimenti istruttori avanzate in Giunta. Siamo contrari all’utilizzo strumentale che il centrodestra sta cercando di fare delle istituzioni”. Così in una nota congiunta i capigruppo e i componenti della Giunta delle immunità dei partiti di maggioranza.

“Se Salvini ha trovato il coraggio, se vuole il processo, allora la parola finale spetterà all’Aula, la dice l’Aula, vedremo se chiederà ai suoi di essere processato – spiega Loredana De Petris, senatrice di Leu dopo l’incontro tra gli esponenti della maggioranza sul caso Gregoretti – Noi vogliamo mettere al riparo la Giunta, che deve essere preservata”.

“La riunione di oggi è illegittima – insiste il capogruppo del Pd Andrea Marcucci – dopo che si era stabilito che i 30 giorni erano perentori, non ci doveva essere alcuna deroga, e la Giunta oggi non ci doveva essere”. “Gasparri non è stato disponibile a dare il materiale necessario per mettere i membri della giunta in grado di deliberare, questa è una cosa seria e non è una pagliacciata, come qualcuno la vorrebbe trasformare”. Salvini, aggiunge Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva, “è interessato solo alla campagna elettorale per le prossime regionali e non gli consentiremo di fare il Gabriele Paolini della situazione, vuole soltanto apparire e stare a giocare all’eroe processato dalla sinistra o addirittura dai suoi colleghi di partito”.

Per Gianluca Perilli, capogruppo del M5s, “va stigmatizzato il fatto che ci sono stati mutamenti di comportamenti da parte di Salvini stesso sul fatto o meno di farsi processare. Quindi ci aspettiamo che, anche nella Giunta, possa depositare una memoria in cui lui porti elementi che possano giustificare e avvalorare la sua volontà di farsi processare e chissà se mantenga lo stesso atteggiamento in Aula quando sarà il momento”.

Dopo l’annuncio della maggioranza di disertare la riunione, in aula sono presenti dieci membri della minoranza: 4 di Forza Italia, uno di Fdi e i cinque della Lega.

Per consentire l’apertura dei lavori infatti è sufficiente il numero legale di 8 componenti sul totale di 23. Ma è probabile che non ci sarà l’unanimità: nell’aula di Sant’Ivo alla Sapienza i senatori di Forza Italia e Fratelli d’Italia (5 in tutto) voteranno a favore del testo Gasparri e quindi contro il processo a Salvini; i leghisti (gli altri 5) dovrebbero seguire l’indicazione del segretario Matteo Salvini che ha chiesto loro di esprimersi a favore del processo. In caso di parità il testo viene bocciato e quindi in questo caso viene bocciato il no al processo. Il voto decisivo, come noto, è nell’Aula del Senato quando si voterà nel mese di febbraio, con data ancora da fissare. (Fonte: ANSA, AGI).