Gregoretti, Senato dice sì al processo per Salvini. Lui: “L’ho scelto io e rifarò tutto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Febbraio 2020 16:52 | Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio 2020 20:04
Gregoretti, Senato dice sì al processo per Salvini. Lui: "L'ho scelto io e rifarò tutto"

Matteo Salvini (nella foto Ansa) in Senato per il voto sul caso Gregoretti

ROMA – Matteo Salvini deve andare a processo per il caso Gregoretti. L’Aula del Senato ha infatti respinto l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d’Italia, che chiedeva di ribaltare il primo via libera deciso a gennaio dalla Giunta per le immunità, accogliendo la richiesta di autorizzazione a procedere presentata del Tribunale dei ministri di Catania.

La votazione, iniziata nel pomeriggio di mercoledì 12 febbraio, si è chiusa alle 19. L’Aula ha respinto l’ordine del giorno con 76 voti favorevoli, 152 contrari e nessun astenuto. La Lega non ha partecipato al voto, uscendo dall’Aula.

“Lo sapevo. Sono assolutamente tranquillo e orgoglioso di quello che ho fatto – ha detto Salvini, dopo il voto – E lo rifarò appena tornato al governo”. All’ex ministro dell’Interno il tribunale del ministri contesta l’ipotesi di sequestro di persona per i 131 migranti, rimasti per 4 giorni sulla nave militare Gregoretti prima dello sbarco ad Augusta il 31 luglio 2019.

I senatori della Lega hanno lasciato l’Aula al momento del voto. A chiedere loro di non sottrarlo al tribunale è stato ancora una volta lo stesso Salvini. “Ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale – ha detto il leader della Lega ai cronisti –  Orgoglioso di aver salvato migliaia di vite umane”, ha aggiunto. “Siamo antropologicamente e culturalmente diversi con la sinistra: mai manderei a giudizio i leader della sinistra”.

“Se c’è qualcuno che scappa oggi – ha sottolineato nel suo intervento in Aula – non è tra la Lega ma tra i banchi del governo”. Banchi che sono rimasti clamorosamente vuoti durante il dibattito. “Non era prevista la presenza dell’esecutivo”, gli ha risposto la presidente Elisabetta Casellati. “Penso che per gli italiani, al di là di tante parole, questa immagine dica tutto, fra chi ha la coscienza sporca e chi non ha niente da nascondere”.

“Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest’aula e facciamo decidere a lui – ha aggiunto – Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo”.

Entrando poi nel merito della vicenda, Salvini è tornato a battere sulla solita retorica della “difesa della patria” che “è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo, ma se ci deve essere un processo che ci sia”. Davanti ai giudici, dice, “rivendicherò con orgoglio quello che non da solo, ma collegialmente, abbiamo fatto per la difesa dei nostri confini”. Ma “i miei figli devono sapere che se sono stato lontano da casa non era per sequestrare persone, ma perché difendere i confini e la sicurezza del suo paese è un preciso dovere del ministro dell’Interno”.

Infine a chi gli domandava se avesse pensato a un piano B nell’ipotesi in cui venisse condannato e diventi incandidabile, ha risposto scuotendo la testa: “Non sono preoccupato”.

Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev