Grembiule a scuola, Salvini rilancia: “Nel nome della parità dei bambini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 maggio 2019 12:42 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2019 12:42
Grembiule a scuola, Salvini rilancia: "Nel nome della parità dei bambini"

Grembiule a scuola, Salvini rilancia: “Nel nome della parità dei bambini”

ROMA – Dopo l’educazione civica a scuola il vicepremier Matteo Salvini rilancia il grembiule alle elementari e alle medie.  “Visto che tutti i bimbi sono uguali – ha detto il ministro dell’Interno durante un comizio a Palestrina, in provincia di Roma – io nel nome della parità di tutti rimetterei un bel grembiulino. Così non c’è quello con la felpa da 800 euro e quello con le scarpe da 20 euro. Oa qualcuno a sinistra dirà che voglio tornare al Ventennio”.

Nei mesi scorsi anche il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, aveva sostenuto l’idea: “Personalmente sono per il grembiule fino alle medie. Se la scelta della scuola è condivisa, perché no? Semplificherebbe un certo tipo di relazioni”.

Molti studenti, però, non sono dello stesso avviso. Oltre la metà (il 52%) si è detto contrario a uno scenario del genere. “Come essere umano ho il diritto di scegliere come vestirmi, e di esprimere me stessa in ciò che indosso o faccio!” è il commento di una delle ragazze raggiunte dal sondaggio di Skuola.net. “Lo stile è una forma di espressione per molti – ribadisce un altro dei partecipanti – Se ci vietassero anche questo, penso che impazziremmo. Siamo identificati come numeri sul registro, ma non lo siamo. Siamo persone, e come tali dobbiamo essere liberi di esprimerci, in qualsiasi forma”. “Siamo tutti diversi e unici – gli fa eco un altro studente – “la diversità deve essere promossa, non limitata”. E queste sono solo alcune delle opinioni raccolte dal sito.

C’è però anche un 28% che si trova d’accordo con la proposta di reintrodurre l’obbligo dell’uniforme scolastica, mentre un altro 20% è indifferente all’argomento.

Tra i pareri chi appoggia l’idea, c’è chi chiama in causa il bullismo: “Almeno saremmo tutti uguali – risponde uno dei ragazzi – e chi non si veste bene non sarebbe più preso in giro”. “A volte gli atti di bullismo sono dovuti proprio al modo di vestirsi. Introducendo le divise dovrebbero diminuire questi problemi”, sottolinea un suo collega. “Come in molte altre scuole nel mondo – afferma un’altra studentessa – non ci sarebbero distinzioni e nessuno si sentirebbe inferiore agli altri”. (Fonte: Ansa)