Grillo/ “Col mio Pd un solo alleato: Di Pietro”. Ma i democratici attaccano: “Ha sputato veleno, non lo accetteremo”

Pubblicato il 13 Luglio 2009 12:03 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2009 13:01

Solo un uomo al comando e con lui Antonio Di Pietro. «L’Udc? È solo una sigla». Il resto è un «vuoto pneumatico»: a partire dalla «squadra di Niki Vendola». Per non parlare della Sinistra in generale. «Da quando non c’è più Berlinguer tutto è finito».

Beppe Grillo parla nella prima intervista dopo la sua ipotesi di candidatura alle primarie del Pd con “Affari Italiani” e spara a zero. Spiega che ha intenzioni serie, serissime. E per questo ha già preso la tessera del partito, condizione necessaria per la candidatura. «Facciamo un partito cinque stelle – dice- nel senso che noi abbiamo le idee, riempiamo il vuoto degli altri con le idee. La sinistra non ha mai fatto nulla, conflitto di interesse, legge Gasparri…Tutte chiacchere». Il comico genovese annuncia che ora raccoglierà le 2000 firme necessarie e darà scacco matto ai candidati già in campo: Franceschini, Bersani e Marino. Che sono «muti davanti ai grandi temi di oggi, la militarizzazione italiana con gli Usa (Vicenza), le centrali nucleari, la privatizzazione dell’acqua». «Un mostro politico nato a Sinistra e finito in Vaticano» – sghignazza Grillo, parlando del Pd.

Il Partito, intanto, gli chiude la porta in faccia. E fa quadrato, con l’eccezione di Ignazio Marino, contro il nuovo invasore. A cominciare da Piero Fassino che davanti a Grillo alza un muro che lascia pochi spiragli: «La sua autocandidatura non si può accettare». Critica anche Giovanna Melandri: «Uno che ha sputato veleno sul Pd da quando è nato non si può candidare a guidarlo».