Grillo contro giornalisti: “Faremo i conti con Floris, Rodotà e Gabanelli”

Pubblicato il 1 Giugno 2013 19:35 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2013 19:36
Grillo contro giornalisti: "Faremo i conti con Floris, Rodotà e Gabanelli"

Grillo contro giornalisti: “Faremo i conti con Floris, Rodotà e Gabanelli”

MASCALUCIA (CATANIA) – “I giornalisti Rai pagheranno per la loro omertà. Faremo i conti con Floris e Gabanelli. E pure con Rodotà”. L’odio di Beppe Grillo per la stampa italiana si esprime in tutta la sua veemenza prima in un post sul suo blog, poi sul palco di Mascalucia, in provincia di Catania, dove è in corso un comizio elettorale per le elezioni amministrative. Non è la prima volta che il leader Cinque Stelle attacca i professionisti dell’informazione ma questa volta fa nomi e cognomi. Prima lancia un anatema ai giornalisti Rai “più colpevoli dei loro padroni, pagheranno per la loro omertà”. Poi rincara la dose sul palco di Mascalucia dove annuncia che ”faremo i conti con i Floris e i Ballarò…”. Ma anche con i ”Rodotà e la Gabanelli, quelli che ”ci si sono rivoltati contro”. Ai presenti che lo hanno applaudito, Grillo si lascia andare anche a una battuta: “Loro le mani loro non le battono, le baciano...”.

”Molti giornalisti della Rai – si legge sul suo blog – dovranno in futuro rendere conto della loro omertà, dei loro attacchi telecomandati, dei loro silenzi. Sono responsabili più dei loro padroni, di chi li ha assunti, di chi gli telefona (ma sovente non è neppure necessario) per dettargli palinsesto, contenuti e persino le parole e le pause”.

”Scandalo nello scandalo – prosegue Grillo – la Rai è un pozzo senza fondo. In un’Italia che non ha più neppure gli occhi per piangere ha perso 200 milioni di euro nel 2012. Il direttore generale Gubitosi e la presidente Tarantola rimangono imperterriti ai loro posti e dai consiglieri di amministrazione non un fiato. Cosa fanno dalla mattina alla sera questi signori ben pagati dagli italiani? Una Rai lottizzata. Un non luogo dell’informazione che fa rimpiangere persino l’era socialista, quando di tre assunti uno era democristiano, l’altro socialista e il terzo bravo. Ora il terzo viene spartito tra Sel e Lega”.

Poi rivendica per M5s la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai: “Tre commissioni sono ancora senza presidente – ricorda – Giunta per le elezioni (bloccata in attesa di una persona gradita a Berlusconi), Copasir e Vigilanza Rai. Le presidenze di norma vengono assegnate all’opposizione. L’unica presente in Parlamento è il M5S. Fratelli d’Italia, Sel e Lega si sono coalizzate con pdl e pdmenoelle – conclude Grillo – e in seguito si sono scisse come un’ameba per mettersi la maschera da finta opposizione. L’ennesima beffa di questa legislatura”.

A Mascalucia, Grillo urla dal palco: “Non ce l’ho con i giornalisti, ma io non dimentico niente” e un giorno “faremo un c… così all’informazione collusa”. Torna a parlare della querelle nata con Rodotà e chiarisce: “Non ce l’ho con lui, ma vuole fare una sinistra con i rossi, gli arancioni… Noi abbiamo la nostra natura siamo sopra”. E aggiunge: “Se mi avesse chiamato glielo avrei spiegato, invece ha detto tutto al Corriere della Sera”. Infine, si domanda retorico: “Perché a sinistra non l’ha fatto eleggere?”. “Perchè – continua – avrebbe fermato Berlusconi”.

Grillo spiega anche il motivo del suo no a Bersani per la formazione di un governo con il sostegno del M5S: “Bersani non voleva governare con noi voleva i nostri voti per governare senza di noi. Non ci hanno dato nessuna carica, nessuna presidenza di una commissione speciale. Né il Copasir, né la Vigilanza Rai. Voi pensate che la daranno a noi? Ci andrei io…”.

Infine torna a parlare dell’annosa questione della diaria ai parlamentari 5 Stelle: “Sbaglieranno – dice – ma sono persone perbene” e “i soldi li restituiranno o li caccio a calci….”

Quanto ai recenti provvedimenti del governo Letta, Grillo procede sui toni dell’invettiva: “Letta ha spostato l’Imu di due metri, perchè senza, i Comuni restano senza soldi. Ci stanno prendendo per il c… “. Prima della fine dell’anno, è la previsione che come un mantra ossessivo torna in tutti i suoi discorsi, si tornerà a votare perchè Berlusconi “li tiene tutti per le balle”. “La prossima volta ci saranno in campo soltanto 5 Stelle e Berlusconi, ve lo metto per iscritto…”.

Conclude con una stilettata anche a Napolitano: “Abbiamo un presidente della Repubblica che ha 85 anni e si è raddoppiato il mandato, abbiamo ceduto sovranità popolare”.