Grillo: “Sorteggio al posto delle elezioni”. E sarà il paradiso in Terra

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 28 giugno 2018 11:39 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2018 11:39
Grillo: "Sorteggio al posto delle elezioni". E sarà il paradiso in Terra

Grillo: “Sorteggio al posto delle elezioni”. E sarà il paradiso in Terra

ROMA – Grillo l’ha pensata e l’ha messa sul blog. Con un certo manifesto orgoglio per la pensata. E la pensata qual è? Si chiama, Grillo la chiama “Sortition”. Non è una bevanda per l’estate e neanche una nuova fiction tv come il nome potrebbe indurre a supporre. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] No, “sortition” è l’anglicismo (chissà perché l’anglicismo) di sorteggio.

La pensata (nell’esporla Grillo si mostra pensoso) è di sostituire le elezioni con il sorteggio. Non si vota, si estrae. Non una Camera o un Senato di eletti dal popolo, ma una Camera o un Senato di sorteggiati da…Chi sorteggerà, chi organizzerà, presiederà e vigilerà sul sorteggio, questo Grillo ancora non lo dice, la sua riflessione al punto in questione non è arrivata (d’altra parte anche Hegel e Dante procedettero per Critiche e Canti ed erano tanti, mica tutto insieme…). Comunque si può supporre una Camera o un Senato fatto di sorteggiati da un algoritmo su una piattaforma, e dove se no?

Massima garanzia ovviamente di purezza primigenia e naturale del sorteggio, neanche a scherzarci sopra.

Grillo l’ha proprio pensata e ci tiene a farlo vedere. Ci tiene a far sapere che l’ha pensata mentre leggeva libri tosti e seri. Infatti cita niente meno che Cartesio a testimonio del suo (suo di Grillo) dubitare delle democrazia e delle elezioni come sistema di convivenza tra gli umani. Dice Grillo: Cartesio ci insegna a dubitare. Grillo ha letto Cartesio? A giudicare dalla citazione-riferimento, Grillo Cartesio lo ha…sfogliato. Cartesio usa la categoria del dubbio come limite e metro dell’esperienza empirica. Per poi ritrovare un’oggettività nell’io autocosciente e raziocinante. Il dubbio di Cartesio è filosofia della conoscenza, non la pezza a colore per ognuno che non si fida di qualcosa. Strano e in fondo provinciale vezzo comunque quello di Grillo di appoggiarsi (senza esser filosofo neanche un po’)  a un filosofo di qualche secolo fa. Non serve, Grillo oggi fa da solo pensiero per i contemporanei.

E infatti la Grillo pensata incrocia Cartesio con Darwin e un po’ di altre cose orecchiate tra giorni di liceo distratti e qualche documentario su fauna e flora in tv: ecco comparire la “Selezione casuale”. Selezione casuale è il principio fondante ed operativo della nuova scienza della vita associata tra umani. Selezione casuale che suona meglio di selezione a caso. Comunque se le rappresentanze, se le Camere e i Senati (disobbediamo a Grillo che comanda di scriverli con le iniziali minuscole) fossero formati con la selezione casuale sarebbe…il Paradiso in Terra.

Così l’ha pensata Grillo. Ecco come si sviluppa la riflessione nella mente di Grillo e come lui stesso ne fa partecipi tutti noi: i problemi del mondo sono tutti che non riusciamo a stare insieme e litighiamo…la democrazia con i politici eletti e le elezioni non risolve il problema…quindi o un re dittatore che dice cosa fare e non è un bene…o i cittadini estratti a sorte a formare la camera dei cittadini.

Rimangono alcuni punti da precisare. Primo: perché i cittadini estratti a sorte a formare una camera dovrebbero on litigare o non essere almeno in disaccordo tra loro? Per natura, decreto, divieto? Secondo: la camera dei cittadini estratti a sorte che rapporto ha con il governo, o è lei il governo? E gli estratti a sorte ogni quanto cambiano? E se cambiano spesso dove sta scritto che sono d’accordo con i sorteggiati del giro prima?

Ma non bisogna tediare Grillo e la sua pensata con simili pignolerie. La pensata di Grillo: la sortition selezione casuale risponde a un profondo bisogno popolare oltre che a un principio di stabilità dell’universo sociale. A sorte, a sorte! In nome del sacro valore dicono a Roma secondo cui “a chi tocca non si ingrugna”. In genovese ci sarà senz’altro analogo motto cui Grillo ha ispirato la sua teogonia sociale.

A chi tocca non si ingrugna, a sorte, a sorte! E non si dica che sarebbe una lotteria. Sarebbe un sorteggio scientifico assicura Grillo. Beh, scientifico è parola che non si usa nella concezione del mondo e della vita M5Se dintorni, scientifico sta più o meno per contraffatto, venduto…castoso! Sarebbe un sorteggio…giusto! Ecco, diciamo giusto. Che vuol dire giusto? Che domanda…giusto è giusto.

E per concludere in bellezza e far vedere che ha studiato, Grillo ricorda a tutti che nella Atena classica talvolta cariche pubbliche e rappresentanze venivano assegnate a cittadini per sorteggio. Chi glielo dice a Grillo che nella Atene classica i cittadini erano solo e soltanto quelli che oggi M5S definirebbe Casta? Che il sorteggio tra cittadini si faceva una volta eliminati gli schiavi, le donne, i poco abbienti, i non possidenti e i non competenti? Che cittadino nella Grecia classica era qualifica non di diritto legata alla nascita ma condizione sociale culturale? Già chi glielo dice e Grillo e comunque che glielo dici a fare?