Guerra dei numeri Pdl-Questura. Gasparri: “Il questore era ubriaco…”

Pubblicato il 22 Marzo 2010 9:13 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2010 9:13

La manifestazione di sabato a Roma ha portato molti simpatizzanti del Pdl in piazza San Giovanni. Ma attorno al numero dei partecipanti si è scatenata la solita “guerra delle cifre” che contraddistingue questo tipo di appuntamenti: secondo gli organizzatori c’erano un milione di persone, ma i dati della Questura parlano di 150 mila manifestanti.

Appena conclusa la manifestazione Denis Verdini ha annunciato trionfante “siamo un milione”. La Questura lo ha però smentito fornendo i dati, 150 mila persone non più. E mentre il ministro dell’Interno Roberto Maroni cerca di smorzare le polemiche dicendo che i dati forniti dal Viminale corrispondono sempre alla realtà, ecco intervenire Maurizio Gasparri che getta benzina sul fuoco arrivando a definire il questore Giuseppe Caruso in “crisi etilica” per aver fornito cifre a suo dire false per difetto.

E allora sono i sindacati a schierarsi, con il segretario dell’Associazione funzionari di polizia Enzo Letizia che sottolinea come “il calcolo dei partecipanti è problema di quinta elementare, tenuto conto che il numero massimo per metro quadro è di 4 persone, che i funzionari hanno visto le riprese effettuate dagli elicotteri per l’intera durata della manifestazione e che è nota la superficie della piazza e delle vie adiacenti”.

Interviene anche Nicola Tanzi del Sap per sottolineare come “ognuno deve fare il proprio mestiere, la Questura fa bene il proprio lavoro e il dato sui manifestanti di piazza San Giovanni rappresenta la realtà dei fatti. Anzi sicuramente erano qualcosa in meno e non in più di 150 mila”.

Duro il commento di Claudio Giardullo del Silp Cgil, secondo il quale “il rispetto delle regole è condizione fondamentale per la democrazia e questo vale soprattutto per chi ha l’onore di governare il Paese, che non può invocare questo principio solo per gli altri e non per se stesso. Anche in questa occasione è stato utilizzato il metodo usato da anni nella Capitale, dimostrando ancora una volta che le forze di polizia sono al servizio della legge e del cittadino e non di un qualunque schieramento politico. A loro esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno”.