Guglielmo Epifani: “Fabrizio Saccomanni ha la nostra fiducia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2013 19:03 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2013 20:55
Guglielmo Epifani: "Fabrizio Saccomanni ha la nostra fiducia"

Guglielmo Epifani (Foto Lapresse)

MODENA – ‘Fabrizio Saccomanni ha la nostra fiducia, l’unica cosa che gli chiediamo è che quando si tratterà di fare scelte di rigore si ricordi sempre che in una crisi come questa le scelte di rigore hanno bisogno di grande equità e grande giustizia sociale”: il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, entra così nella polemica sull’aumento dell’Iva scatenata dall’annuncio, riportato dal Corriere della Sera, delle dimissioni del ministro se l’aliquota non passerà al 22%.

”Se Saccomanni oggi è costretto a fare una politica di bilancio rigorosa è per le responsabilità della politica catastrofica che il centrodestra al governo ha tenuto e che ha portato lo stesso governo a firmare quegli accordi che oggi Saccomanni deve rispettare: criticano Saccomanni che fa le cose che è costretto a fare per le responsabilità che ha avuto il governo di centrodestra. E’ la solita inversione di senso e di responsabilità”, ha detto Epifani, commentando gli attacchi del Pdl al ministro.

”Su una cosa noi non saremo mai d’accordo che non si usino le scarse risorse in favore di chi sta peggio. C’è una parte del paese che sulle prime case può pagarsi l’Imu, se esenti tutti e fai aumentare l’Iva, che è un’operazione contro la crescita, pagano anche pensionati, precari, lavoratori”, ha detto Epifani, rinnovando la fiducia al governo, chiedendo più equità. ”Saccomanni e il governo hanno la nostra fiducia, l’unica cosa che chiedo loro di non fare è il Robin Hood al contrario”.

”Il passaggio chiave è la legge di stabilità: se si trova un accordo sulla legge di stabilità allora forse può andare avanti, se non si trova allora il governo entra in sofferenza. Bisogna vedere se il centrodestra intende avere la nostra stessa idea di governo di servizio ed intende cooperare o se vuole fare una campagna elettorale, non possiamo accettare che ogni giorno da parte loro ci sia un ricatto, una minaccia, questo non è un modo serio di tenere in vita un governo di servizio. Enrico Letta sa bene quale può essere il chiarimento necessario: non puoi tenere in piedi un governo che ogni giorno ha una via crucis, c’è un limite oltre il quale non si può andare avanti”.

Parlando poi dell’assemblea del Pd di sabato, il segretario ha detto: ”Non siamo riusciti a cambiare lo statuto non per via del numero legale, ma per la maggioranza qualificata che lo statuto richiede per le modifiche. Ma credo che si troverà il modo perché si rispetti anche quello che volevamo affermare, cambiando lo statuto: e cioè che il segretario che andremo ad eleggere non sarà automaticamente anche il leader della coalizione”.