Guglielmo Epifani: “Una riforma della giustizia come la vuole Pdl se la scorda”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Agosto 2013 22:32 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2013 22:42
Guglielmo Epifani: "Una riforma della giustizia come la vuole Pdl se la scorda"

Guglielmo Epifani: “Una riforma della giustizia come la vuole Pdl se la scorda” (Foto Lapresse)

CASALGRANDE (REGGIO EMILIA) – “Una riforma della giustizia come la vorrebbero loro se la scordano“. A parlare è il segretario del Pd Guglielmo Epifani che prosegue sulla linea dura all’indomani della sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale. Loro sono, ovviamente, i parlamentari Pdl che nella riunione di venerdì sera hanno rimesso il proprio mandato nelle mani dei capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta, saliti al Colle per chiedere la grazia del loro leader. Berlusconi ha arringato i suoi e ha lanciato un ultimatum: “Riforma della giustizia o il voto”. Ma Epifani non raccoglie il guanto di sfida e aggiunge: “Dal Pdl arrivano ricette inquietanti: chiedere al presidente della Repubblica una cosa come la grazia e tirare in mezzo Napolitano è una pressione indebita’‘.

Non ci sta Epifani a capitolare sotto i fili del burattinaio Berlusconi: “Il Pdl vuole buttare su di noi la responsabilità della rottura del patto di governo che invece vogliono fare loro: noi dobbiamo stare fermi a quanto abbiamo detto e prepararci a tutto”. ”Non ci facciamo trascinare nella rissa e rispondiamo colpo su colpo se si supererà la soglia”.

”Vogliono piegare a loro uso e consumo scelte che né questo governo né noi vogliamo fare”. “Nè nella riforma della Costituzione – precisa Epifani – né nel programma del governo Letta si parla di una riforma della giustizia come la vuole il Pdl”.

Già giovedì in seguito alla pronuncia della sentenza da parte dei giudici della Suprema Corte, Epifani aveva espresso chiaramente l’atteggiamento che il suo partito adotterà nei confronti dell’ex premier: “Per noi, e vale per chiunque, quando c’è una sentenza di questa natura la sentenza si rispetta e si applica”.

“Da questa affermazione – ha spiegato Epifani  – scaturiscono poi anche dei comportamenti in parlamento che siano coerenti con questa posizione, e mi pare anche una posizione di buon senso. Sarebbe anche singolare – ha precisato riferendosi a un eventuale voto del parlamento per ratificare la decadenza dell’ex premier Berlusconi – che si votasse in difformità di una sentenza della Corte di Cassazione, l’organo supremo che mette la parola fine alle sentenze e ai processi”.

Epifani, che aveva detto di attendere l’esito della riunione dei gruppi Pdl in merito alla tenuta del governo, dopo aver udito l’ultimatum di Berlusconi ha affermato: “Con molti se e con molti ma, qualora avesse detto questo, vuol dire che romperebbe quel patto contratto con gli italiani al momento di creare un governo di servizio”. “Altro quindi che distinzione fra piano politico e giudiziario, sarebbe quello giudiziario che dipende da quello politico”, ha concluso.

Stringe invece i denti il collega di governo, il ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che abbozza: “C’è un po’ di preoccupazione, ma questo rimane l’unico governo che può coniugare sviluppo economico e equità sociale”. Così anche il numero uno degli industriali, Giorgio Squinzi: “Non ci sono alternative al governo Letta – ha detto – Abbiamo un governo e non abbiamo alternative dobbiamo tenercelo e farcelo andare bene”.