Guglielmo Epifani: “Semipresidenzialismo bandiera per tifoserie”

Pubblicato il 6 Giugno 2013 8:49 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 8:49
Guglielmo Epifani: "Semipresidenzialismo bandiera per tifoserie"

Guglielmo Epifani: “Semipresidenzialismo bandiera per tifoserie” (Foto Lapresse)

ROMA – “Berlusconi garantisca due anni di stabilità“: il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, in un’intervista al quotidiano la Stampa indica la strada delle riforme. Quelle che servono al Paese, come la riforma elettorale e quelle meno urgenti, utili solo a far saltare il tavolo. Epifani tra le righe dunque dice no al semipresidenzialismo che “sta diventando una bandiera per tifoserie”.

Il traghettatore del Pd osserva: “Non si affrontano così problemi delicati. Io invito a fare le cose coi tempi giusti perché voglio portare a termine le riforme e invece temo che questa accelerazione ideologica sia un modo per non farle. Dobbiamo procedere per gradi, far istruire bene tutto il dossier partendo dall’inizio: superare il bicameralismo, ridurre il numero dei parlamentari e varare il Senato delle regioni. Con una verifica attenta del rapporto tra poteri centrali e poteri regionali. E solo poi si arriva alla forma di governo”.

Epifani sottolinea come l’urgenza sia piuttosto cambiare la legge elettorale per evitare di “ritrovarci col porcellum se le cose dovessero precipitare”. Non crede che gli scossoni alla stabilità possano derivare dal suo partito, anche se venisse eletto segretario Matteo Renzi: “Di sicuro non farebbe mai cadere il governo, anzi”. E il Pd, ne è certo, ritroverà una “identità forte” con un congresso costruito in modo da far tramontare “l‘eccessivo peso che hanno avuto fin qui le correnti“.

Sul fronte interno, Epifani spiega che al suo ‘arrivo’ al vertice del Pd, ha trovato “una situazione piena di spifferi, con un ruolo eccessivo delle correnti che non possono diventare centri di potere, che mandano avanti non i migliori ma i più fedeli”. Una situazione, osserva, che “va modificata”. “Il congresso deve rimotivare e appassionare. E per questo, le candidature devono arrivare alla fine di un percorso, altrimenti la discussione è solo sul chi, mai sul cosa. Alla fine forse potrei svolgere positivamente la mia funzione di traghettamento”.