Gup: “Grazia Paturzo con Maroni a Tokyo per il suo piacere”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Dicembre 2015 12:12 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2015 12:12
Gup: "Grazia Paturzo con Maroni a Tokyo per il suo piacere"

Roberto Maroni (Foto Lapresse)

MILANO – La partecipazione di Maria Grazia Paturzo al viaggio a Tokyo nel 2014 del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, “era legata esclusivamente al piacere personale del presidente”: è quanto sostiene il giudice per l’udienza preliminare di Milano, Chiara Valori, nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 20 novembre ha condannato a quattro mesi il direttore generale di Expo 2015 Spa, Christian Malangone, che avrebbe ricevuto da parte di Maroni pressioni a favore della sua ex collaboratrice Paturzo.

Il gup aveva condannato Malangone per induzione indebita, assolvendo invece Expo 2015 Spa. Per lo stesso reato di induzione indebita, a cui si aggiunge anche l’accusa di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente per un secondo filone d’indagine, il governatore leghista è sotto processo davanti al Tribunale di Milano.

Stando all’inchiesta del pubblico ministero Eugenio Fusco, Maroni avrebbe voluto che Maria Grazia Paturzo (non indagata), con la quale, secondo il pm, aveva una “relazione affettiva”, fosse inserita nella delegazione della Regione per un viaggio a Tokyo nel 2014 nell’ambito del World Expo Tour e che fosse spesata da Expo.

Da qui, secondo l’accusa, le presunte pressioni su Malangone, e l’accusa di induzione indebita contestata al dg e al leghista. Paturzo non partì più per il Giappone, Maroni all’ultimo momento cambiò meta (andò in missione a Berna) e la missione a Tokyo venne guidata dall’allora vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani.

Secondo quanto scrive il gup, “non emerge in alcun modo agli atti quale apporto la Paturzo avrebbe potuto offrire alla delegazione in Giappone”. E la rinuncia di Maroni al viaggio, quindi, secondo il giudice è una “conferma diretta del fatto che la partecipazione era legata esclusivamente al piacere personale del presidente”. Il gup sottolinea inoltre che “l’ingerenza” di Maroni nella scelta di Maria Grazia Paturzo “appare del tutto arbitraria ed esorbitante rispetto al potere conferitogli dalla sua qualità” di presidente della Regione. Ruolo che, si legge nelle motivazioni, “è stato strumentalizzato per ottenere quanto desiderato”, cioè la “compagnia della Paturzo nel viaggio” a Tokyo.