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Haaretz racconta Vendola: “L’Obama bianco contro Berlusconi”

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Nichi Vendola

“L’Obama bianco contro Berlusconi”: è questo, fra il serio e il faceto, il titolo che Haaretz, giornale progressista israeliano, dedica oggi al governatore della Puglia, Nichi Vendola, presentandolo in una lunga intervista-ritratto come un personaggio politico in ascesa e come “la speranza della sinistra in Italia”. Haaretz dipinge Vendola in veste di “cattolico, comunista e omosessuale”. E lo interpella sia sulla situazione interna sia su quella internazionale, non senza sottolineare le sue critiche a Israele ne’ il rischio – dal punto di vista israeliano – che una sua ipotetica ascesa al rango di leader nazionale sia destinata a “cambiare molte cose nella politica futura dell’Italia: incluso il caldo atteggiamento” tenuto finora da Silvio Berlusconi verso lo Stato ebraico.

Nel colloquio, Vendola si definisce un antileader, non “una personalità di plastica”, e afferma di non vedere contraddizioni fra le sue varie identità. “Non sono disposto a rinunciare a nessuna (di esse) e non celo le mie debolezze. Io sono una persona piena di lacune, piena di paure e non vivo come se fossi un filmato pubblicitario”. Quanto al parallelo con Obama, si schermisce: “E’ un paragone esagerato, molto elogiativo, ma troppo grande per le mie piccole spalle”. Dell’Italia parla come di un Paese a rischio di “dissoluzione morale”, privo d’orientamento e “in decadenza”. Un Paese che – sostiene – ha “bisogno di una sinistra in grado di lanciare un salvagente”. “Contro l’ideologia della destra, che sventola sempre il demonio della paura in tutto il mondo, la sinistra – argomenta Vendola – non deve dire ‘noi possiamo cacciare meglio questo demonio’. All’industria della paura deve contrapporre l’industria della speranza, costruire l’immagine di una società solidale e ospitale: è ciò che ho fatto in Puglia”.

Passando alla politica estera, e al conflitto in Medio Oriente, Vendola non nega il suo disagio per la politica di Israele nei Territori palestinesi. Duro, ma articolato è infine il giudizio sull’abbordaggio israeliano della flottiglia di attivisti filopalestinesi che a fine maggio tentava di aggirare il blocco marittimo della Striscia di Gaza. “Israele – aveva denunciato Vendola nell’immediatezza dei fatti – ha versato il sangue di innocenti e ha compiuto un gesto d’una barbarie senza precedenti nei confronti di pacifisti”.

Ma ora, dopo le polemiche riecheggiate da Israele sulle intenzioni militanti di alcuni degli attivisti, appare a Haaretz più cauto: “Ciò che è successo – dice – è gravissimo e io penso che la comunità internazionale abbia reagito come era giusto fare. Non voglio dare voti, penso che siano stati commessi errori tragici e che vi siano colpe da tutte le parti. Ma penso anche che la richiesta palestinese di uno Stato sia una questione che, come quella della sicurezza d’Israele, non si possa oggi emarginare nell’agenda politica. Un obiettivo per il quale tutti si devono mobilitare”.

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