Ichino dà ragione a Monti: “Referendum art.18? Non torniamo indietro, è inutile”

Pubblicato il 14 settembre 2012 16:58 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2012 16:58

Pietro Ichino e Mario Monti (LaPresse)

ROMA – Per il senatore del Pd Pietro Ichino il referendum sull’articolo 18 è solo un modo per tornare indietro e non un modo per garantire l’occupazione a chi, come gli operai di Alcoa di Portovesme, rischia di perderla. Il giuslavorista del Pd, già in passato minacciato di morte dalle nuove Br, commenta così le parole di Mario Monti sullo statuto dei lavoratori che hanno scatenato una dura reazione da parte della Cgil.

“Monti – spiega Ichino in un’intervista a Ilsussidiario.net – ha detto questica cosa in questo momento perché proprio in questo momento sta partendo l’iniziativa referendaria di Sel e IdV per l’abrogazione della nuova disciplina dei licenziamenti contenuta nella legge Fornero e il ritorno al vecchio articolo 18: un’iniziativa verso la quale una parte del Pd non nasconde le proprie simpatie. Monti ci avverte che questo ritorno all’indietro non farebbe bene al nostro mercato del lavoro. Del resto, anche i lavoratori Alcoa lo sanno bene: non è certo l’articolo 18 che potrebbe dare loro una sicurezza di lavoro per il prossimo futuro, mentre una legislazione più moderna e allineata ai migliori standard europei può favorire l’afflusso degli investimenti stranieri”. 

Per Ichino, inoltre: “L’intera nostra legislazione del lavoro di fonte nazionale dovrebbe essere riscritta in modo semplice, sintetico, leggibile immediatamente da parte di tutti coloro che devono applicarla: decine di milioni di persone. Per questo, con altri 54 senatori Pd, ho presentato nel 2009 il disegno di legge n. 1873, che sostituisce 200 vecchie leggi, per un totale di duemila pagine, con sessanta articoli brevi, chiari e facilmente traducibili in inglese. Li abbiamo scritti avendo in mente il modello nord-europeo centrato sul principio della flexsecurity; ma la stessa tecnica legislativa potrebbe, ovviamente, essere posta al servizio di scelte di politica del lavoro diverse”.

Il senatore democratico parla anche della riforma del lavoro: “La legge Fornero – afferma – compie un primo passo importante nella direzione giusta, sia per quel che riguarda la disciplina dei licenziamenti, sia per quel che riguarda gli ammortizzatori sociali: trattamento di disoccupazione e Cassa integrazione guadagni. Che significa voltar pagina rispetto al nostro vecchio modo di affrontare le crisi occupazionali aziendali. Se sapremo dare ai nostri interlocutori europei affidamento sulla nostra volontà e capacità di mantenere queste scelte e proseguire su questa strada, gli interessi sul debito si abbasseranno, avremo decine di miliardi in più ogni anno da investire sullo sviluppo del nostro Paese, e anche gli investimenti stranieri torneranno ad affluire in Italia”.

Per Ichino, infine, la riforma del lavoro “sia per quel che riguarda la flessibilizzazione dei rapporti di lavoro regolari, sia per quel che riguarda il contrasto al precariato, è ancora troppo timida: c’è ancora molto da fare, su questo terreno”.