Ici. Monti presenta l’emendamento e il conto alla Chiesa

Pubblicato il 15 febbraio 2012 19:53 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2012 19:59

ROMA –  Da “esclusiva” a “prevalente”: il conto dell’Ici per la Chiesa cattolica si gioca su due parole. Il governo di Mario Monti, infatti, presenterà un emendamento che affronta proprio la questione della tassa per gli immobili di proprietà della Chiesa cattolica.

E secondo la nuova norma l’esenzione dall’Ici per la Chiesa resterà ma solo per gli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale.  L’emendamento, è la spiegazione di Monti,  abrogherà invece quelle norme che prevedono l’esenzione a immobili dove l’attività commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente.

Significa, quindi, che di fatto dovrebbero rimanere esenti dall’Ici le Chiese e poco altro.

Una questione europea.  L’intervento di Monti punta ad interrompere una procedura di infrazione europea aperta contro l’Italia proprio sulla questione Ici-Chiesa.  Così il premier ha comunicato per iscritto al Vice Presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione.

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La Nota. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi precisando che l’intervento sara’ attuato sulla base dei seguenti criteri:

– l’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attivita’ non commerciale;

– l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attivita’ non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente;

– l’esenzione limitata alla sola frazione di unita’ nella quale si svolga l’attivita’ di natura non commerciale;

– l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attivita’ commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile.  

Il Presidente Monti auspica che l’iniziativa del Governo permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell’ottobre 2010.