Ignazio Marino, la provocazione: “Le manifestazioni si facciano a Varese”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 16:05 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2014 16:06
Ignazio Marino

Ignazio Marino

ROMA – Ignazio Marino è preoccupato e arrabbiato: il governo, governo Pd e a guida Renzi quindi amico, non ha approvato all’ultimo momento il decreto Salva Roma. Ovvero quel provvedimento che avrebbe tamponato l’emergenza debito di Roma. Ora si trova in estrema difficoltà, minaccia un blocco totale della città lunedì prossimo. E’ in questo quadro che si può leggere la provocazione di Marino: “Dobbiamo considerare che questa città è la nostra Capitale e come tale ha delle spese che altre città non hanno. Io posso capire, intellettualmente, le proteste di alcuni che si chiedendo ‘Perché Roma deve avere di più?’. Allora facciamo una legge nazionale per cui tutte le manifestazioni nazionali si fanno in una cittadina del nord, per esempio a Varese“.

“Tutte le manifestazioni a Roma sono circa 400-500 all’anno – ha riferito Marino -. Facciamo una legge per cui il ruolo di capitale per le manifestazioni è Varese. Quando arrivano i black bloc, manifestazioni particolarmente difficili da gestire come quelle dei No Tav o manifestazioni e scioperi importantissimi di lavoratori disperati, come quelli rappresentati dalla grandi sigle sindacali, le mandiamo tutte lì. Roma si scarica i costi della sicurezza, della pulizia, della gestione delle strade, li lascia a Varese. Però con la clausola che quei costi li sopportino i cittadini di Varese con le loro tasse. Perché in questo momento li sopportano i cittadini di Roma con le loro tasse”.