Ignazio Visco: “Renzi mi chiese di Etruria, Boschi no”.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 dicembre 2017 12:16 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2017 14:15
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Ignazio Visco: “Renzi mi chiese di Etruria, non risposi. Mai pressioni della Banca d’Italia sulle venete”

ROMA – Ignazio Visco: “Renzi mi chiese di Etruria, non risposi. Mai pressioni della Banca d’Italia sulle venete”. Commissione banche in Parlamento alle battute finali, oggi si è svolta l’attesa audizione del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco. Molte le questioni in campo, a partire dalle eventuali responsabilità dell’istituto sulla presunta mancata vigilanza, per finire alle voci di pressioni per favorire un intervento sulla Popolare di Vicenza o su Veneto Banca, o di sollecitazioni improprie per salvare Banca Etruria. Sullo sfondo lo scontro politico che aveva portato il Pd di Renzi ha chiedere, senza ottenere, che il mandato del governatore non fosse rinnovato. Il Governatore ha assolto la Banca d’Italia da ogni addebito, una difesa ferma e orgogliosa,.

Banche venete, “mai fatto pressioni”. “Aggiungo in modo chiaro che la Banca d’Italia non ha mai fatto pressioni su nessuno per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento. Mai.”, ha risposto Visco alla sollecitazione dei parlamentari. Il governatore non “ha mai telefonato” al presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin sull’ipotesi di fusione con Veneto Banca, circostanza riferita dall’ex ad Vincenzo Consoli: “Incontrai in Banca d’Italia Zonin per 5 minuti e raccomandai equilibrio e interventi paritari” rilevando come “fu Consoli a parlarne per primo in vigilanza”.

“Renzi mi chiese di Etruria, io non risposi”. L’ex premier Matteo Renzi, nei suoi incontri nel 2014 con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco “certamente una domanda la fece” in merito alla questione di Banca Etruria, “e io non risposi”. Lo ha detto lo stesso Visco in commissione di inchiesta sulle banche precisando che “io dissi che di banche in difficoltà io parlo solo col ministro dell’Economia”.

Renzi ringrazia Visco, fuga ogni dubbio su ministri. “Ringrazio molto il governatore Visco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al mio Governo nella sua audizione”. Lo scrive in una nota Matteo Renzi. “Mi fa piacere – aggiunge – che fughi ogni dubbio sul comportamento dei ministri. Nessuno di loro ha mai svolto pressioni ma solo legittimi interessamenti legati al proprio territorio: attività istituzionalmente ineccepibile. Ringrazio dunque Visco che mette la parola fine a settimane di speculazione mediatica e di linciaggio verbale verso esponenti del mio Governo”.

“Boschi preoccupata per il territorio, ma non fece pressioni”. L’allora ministro Maria Elena Boschi incontrò per due volte il vice di Banca d’Italia dg Fabio Panetta al quale “manifestò il dispiacere e le preoccupazioni sule conseguenze della crisi di Banca Etruria sul territorio”, ha dichiarato Visco in merito alla presunta ingerenza (visto che il padre del ministro sedeva nel cda della banca. Panetta riferì “a me e al dg Rossi dei brevi colloqui”, nei quali “non ci fu richiesta di interventi e non si parlò di questioni di vigilanza”, conclude Visco.

“Mai detto che andava tutto bene”. “Nell’opinione di alcuni la Banca d’Italia avrebbe sempre detto che “andava tutto bene” e avrebbe sottovalutato la situazione quando con la seconda recessione, innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualità dei crediti si è aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente. Non è vero”. Così il governatore, che ha precisato come già nel 2012 aveva lanciato un allarme sul peggioramento della qualità del credito.

“In 120 anni nessun ispettore della Banca d’Italia colpevole”. Gli ispettori della Banca d’Italia “svolgono la propria attività nella veste di pubblici ufficiali e che in oltre 120 anni di storia della Banca non ci risulta vi sia mai stato un ispettore che nell’esercizio della propria funzione si sia reso colpevole di omessa vigilanza, o sia stato condannato per corruzione o concussione”, ha dichiarato Visco. “L’onesta e l’integrità del personale della Banca d’Italia non sono mai venute meno”, ha aggiunto.