Il Giornale: “Sms proibiti tra la pm e De Magistris”

Pubblicato il 6 Ottobre 2011 10:45 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2011 10:45

Luigi De Magistris (Foto LaPresse)

NAPOLI – Il Giornale va all’attacco del sindaco di Napoli Luigi De Magistris “colpevole” secondo il quotidiano di aver tenuto assidui rapporti telefonici con la pm Gabriella Nunzi, che indagava proprio sul sindaco.

Scrive il Giornale: “Ben 517 chiamate e 129 sms, alcuni anche in tarda serata. Sono quelli tra l’attuale sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e il pm salernitano Gabriella Nuzzi, che quell’estate indagava sull’ex collega, sia come parte lesa (per le denunce sul complotto catanzarese presentate dall’ex magistrato) che come indagato, per le presunte irregolarità compiute nelle inchieste Poseidone e Why Not. A rivelare il curioso rapporto telefonico tra il pm salernitano e l’ex pm di Catanzaro, il primo inquirente, il secondo a vario titolo (teste o indagato) oggetto delle inchieste di Salerno sono stati i carabinieri di Roma che hanno raccolto i tabulati e tenuto traccia dei messaggi scambiati tra i due nel periodo in cui la procura campana indagava sugli strascichi delle inchieste catanzaresi”.

Quindi il quotidiano si chiede come mai tutta la vicenda sia stata archiviata: “Nel rimbalzo delle competenze il documento è finito a Perugia che senza troppo approfondire la querelle ha archiviato l’accusa ai pm salernitani e al neosindaco di Napoli di aver «convalidato surrettiziamente un’ipotesi di complotto che già si sapeva priva di ogni fondamento». Nel riconoscere una sorta di «buona fede» dei pm salernitani, il gip ammette però che qualcosa di strano effettivamente c’era. Per esempio, che «alla base del fumus delicti vi fossero innanzitutto le dichiarazioni» dello stesso De Magistris, anche se ciò «nulla toglie» alla possibilità che i pm campani «avessero maturato» il loro «determinato convincimento» sull’esistenza del complotto che portò alla perquisizione in procura a Catanzaro”.

Di quest’«amicizia» aveva parlato duramente il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta in un’interrogazione parlamentare che si chiedeva come fosse stato possibile «che il dottor De Magistris, che ancora ne avvertiva la impellente necessità, sfogasse la sua paranoia investigativa con la dottoressa Gabriella Nuzzi in ben 65 incontri, anche a seguito di convocazioni orali? Ogni qual volta che era preso da ansia (come ha dichiarato il sostituto procuratore al Csm) si incontrava con la dottoressa Nuzzi. Evidentemente costei praticava e determinava, anche nei confronti del dottor De Magistris, una funzione rilassante e, come possiamo dire, distensiva (…). Il feeling creatosi tra i due è già sconvolgente (non può, infatti, ritenersi ammissibile che un cittadino denunciante, quantunque magistrato, si scelga il pm di riferimento) e deve avere dato la stura ad un rapporto di tipo particolare, evidentemente di grande intimità».