Il Governo risponde alla ‘Ndrangheta. Una donna nell’attentato di Reggio

Pubblicato il 8 Gennaio 2010 10:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2010 10:14
reggio

Un fotogramma del video

Altri sei magistrati e ben 121 uomini delle forze dell’ordine a Reggio Calabria, per contrastare la ‘ndrangheta: «Lo Stato non si farà intimidire e la nostra reazione sarà forte», ha assicurato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al termine del vertice tenuto giovedì nel capoluogo calabrese, in prefettura, dopo l’attentato di domenica scorsa contro la Procura generale di Reggio. All’incontro ha partecipato anche il ministro dell’Interno Maroni che ha spiegato il motivo del rinforzo: «potenziare le strutture investigative e contrastare la criminalità organizzata». Il responsabile degli interni ha voluto spazzare via ogni dubbio sul significato da attribuire alla bomba ritrovata davanti alla Procura di Reggio domenica scorsa: «E’ una ricostruzione fantasiosa quella di chi ipotizza che sia un tentativo da parte della ‘Ndrangheta di aprire una trattativa con lo Stato».

A proposito della bomba giovedì sera la trasmissione Annozero su RaiDue ha mostrato per la prima volta il video con le immagini dell’attentato dello scorso 3 gennaio al palazzo di giustizia. Nel filmato si vede lo scooter, condotto probabilmente da una donna: la persona alla guida ha infatti i capelli lunghi e un paio di scarpe femminili. Seduto dietro, un uomo che scende e depone l’ordigno.

Tornando al vertice il ministro Alfano ha aggiunto: «Stamattina ho firmato il decreto per l’anticipato possesso di un nuovo pm da assegnare alla Procura della Repubblica. Altri tre magistrati saranno assegnati allo stesso ufficio successivamente. Potenzieremo poi la Procura generale con altri due magistrati che affiancheranno il procuratore Salvatore Di Landro nel suo difficile lavoro».

L’annuncio delle nuove misure di sicurezza sono arrivate lo stesso giorno in cui sempre a Reggio Calabria è scattato un altro allarme bomba. Due ordigni trovati nei pressi dell’aula bunker. Due ordigni che poi si è scoperto essere due comuni petardi. Tanta psicosi che forse l’invio di altri uomini sul campo non può cancellare del tutto.

Come dimostrano la bomba di domenica e l’allarme di giovedì, il clima di tensione a Reggio Calabria resta molto alto. Secondo quanto riporta il sito di informazione locale Newz.it, nella serata di giovedì sono state ritrovate alcune bottiglie incendiarie di fronte a due esercizi commerciali, con un probabile collegamento al racket delle estorsioni. Sempre giovedì sera stata imbrattata con escrementi la targa davanti alla segreteria politica dell’ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris.

Ma è forte anche la solidarietà dei reggini con la magistratura: un migliaio di persone hanno infatti partecipato alla fiaccolata silenziosa intorno al vecchio palazzo di giustizia di Reggio Calabria, per testimoniare la solidarietà della città ai magistrati dopo l’esplosione della bomba di domenica scorsa. La manifestazione è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil, con l’adesione dell’Ugl.