Il governo va sotto in Senato sulle pensioni dei manager

Pubblicato il 2 Maggio 2012 15:38 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2012 20:55

Maurizi Gasparri (Foto LaPresse)

ROMA, 2 MAG – Il governo e’ stato battuto in Senato su un emendamento di Idv che ha abrogato un articolo del decreto sulle commissioni bancarie, che conteneva una norma a favore delle pensioni dei manager pubblici. I favorevoli sono stati 124 (Idv, Lega e Pdl), i contrari 94.  L’articolo che e’ stato abrogato, integrava un comma del decreto Salva Italia, che imponeva un contributo di solidarieta’ per gli stipendi dei manager pubblici oltre i 300.000 euro annui.

L’articolo stabiliva che questo ”taglio” di stipendio era ininfluente ai fini della definizione della pensione per la parte calcolata con il metodo retributivo. ”Questo articolo – aveva spiegato in aula il sottosegretario Claudio De Vincenti – fa si’ che i dirigenti della Pubblica amministrazione che hanno gia’ maturato i requisiti di pensionamento, che volontariamente prolungano la loro attivita’, al momento dell’andata in pensione avranno l’assegno calcolato sulla situazione maturata al 22 dicembre 2012”. L’articolo non comportava oneri per la finanza pubblica e il governo lo aveva inserito nel decreto sulla commissioni bancarie per evitare possibili ricorsi, alla luce di precedenti sentenze della Corte costituzionale in tema previdenziale.

Il blitz e’ avvenuto a seguito dell’approvazione, all’inizio del voto sugli emendamenti, di un ordine del giorno di Lucio Malan (PdL) sugli esodati. Esso impegnava il goveno a risolvere il problema degli esodati ”prima” di qualsiasi altro intervento pensionistico a favore di altre categorie. Una volta giunti al voto sull’articolo del decreto che riguardava le pensioni dei manager pubblici, Luigi Li Gotti (Idv) ha sottolineato che la ”logica conseguenza” dell’ordine del giorno precedente sarebbe stata la cancellazione dell’articolo in questione. La tesi e’ stata appoggiata dalla Lega e dal Pdl, con Giacomo Caliendo. Il Pd, con Giovanni Legnini si e’ invece dichiarato contro la cancellazione dell’articolo.

Tra i senatori del Pdl ”disciplinati” c’e’ anche il capogruppo Maurizio Gasparri. E’ quanto si evince dai tabulati della votazione in Senato sull’emendamento che ha eliminato dal decreto sulle commissioni bancarie l’articolo che salvaguardava le pensioni dei manager pubblici. A presentare l’emendamento soppressivo erano stati i gruppi di Idv e Lega, nonche’ due senatori del Pdl, Ada Spadoni Urbani e Lucio Malan. Quest’ultimo aveva ritirato il proprio testo dopo l’approvazione di un suo ordine del giorno che subordinava qualsiasi intervento sulle pensioni alla soluzione della questione degli esodati. La relatrice al decreto Simona Vicari (Pdl), aveva dato parere negativo agli emendamenti abrogativi, ma al momento del voto, dopo l’intervento di Giacomo Caliendo, la maggior parte del gruppo del Pdl (72) ha votato l’emendamento, silurando l’articolo. Indisciplinati anche sette senatori del Pd, tra cui Paolo Giaretta, coordinatore delle commissioni economiche del Pd in Senato. Alla fine i si’ all’emendamento sono stati 124 (dunque Idv, Lega, buona parte del Pdl e sette Pd, nonche’ degli altri gruppi), i ‘no’ 94, mentre 12 si sono astenuti.