Il partito di Fini? Sarà colorato di grigio

Pubblicato il 11 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 12:00

da: Il Giornale

Il partito sulla carta c’è. È una suggestione, una tentazione, una possibilità. Ma si farà. Qualcuno dice che dipende dal voto: se il Pdl inciampa e la Polverini s’inabissa allora bye bye. Un altro sostiene che ormai è inevitabile. Gli intimi smentiscono, i meno intimi sussurrano, gli informati te lo raccontano, tutti gli altri ne parlano. Ma solo una cosa è certa: le elezioni sono uno spartiacque. Come dice un ex senatore di An: il partito di Fini è qui davanti a noi. Basta immaginarlo. Eccolo, in chiaroscuro.
Il primo problema è il colore. Non è che ce ne siano tanti liberi in circolazione. Il rosso? Occupato da almeno due secoli. Il nero? Anarchico o fascista e poi Gianfranco ha già dato. L’azzurro è di Berlusconi. Il blu confonde. Il verde se l’è preso la Lega, il bianco è della Dc e dei suoi balenotteri, il viola è giacobino, l’arcobaleno è pacifista, il tricolore va bene con la nazione ma sa troppo di Forza Italia, il marrone ricorda le camice brune, l’arancione è riformista, ucraini e Hare Krishna, il giallo è…

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