Il pasticcio di Milioni per favorire Di Paolo capolista? “Pazzesco”

Pubblicato il 2 Marzo 2010 10:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2010 10:47

Pietro di Paolantonio detto Di Paolo

Liste depositate in ritardo, il Pdl escluso dalla competizione elettorale del Lazio per la provincia di Roma, l’ombra degli uomini di An: il guazzabuglio politico sarebbe tutto interno al partito, i radicali avrebbero solo approfittato della indecisione, dei ripensamenti a destra dell’ultimo minuto. Come depennare un nome e inserirne un altro in extremis, sbianchettandone uno e sostituendolo a mano, a penna, con quello di uno più gradito ai piani alti.

Il pasticcione Alfredo Milioni voleva favorire qualcuno? Nei corridoi si fa sempre più pressante una voce: voleva fare capolista Pietro Dipaolantonio detto Di Paolo, marito di Barbara Saltamartini, deputata ex di An e vicina al sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Milioni insomma non era andato solo a mangiare, ma avrebbe agito per aiutare il trentottenne Di Paolo, conosciuto negli ambienti della destra romana come “il cappuccino”, l’uomo che sul suo sito si definisce onorevole. Intervistato dal Corriere della Sera il presunto ‘favorito’ nega: «Pazzesco! Nooo… Questa è una solenne stronz…».«Lo sa che io, da subito, proposi di stilare la lista secondo un ordine alfabetico?».

Provando a ricostruire la vicenda perde anche le staffe e i toni si accendono, perché non ci sta a sentirsi tirato in ballo, con tanto di raccomandazione da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno, che è stato anche suo testimone di nozze: «Ma io non ho alcun bisogno d’essere aiutato da lui. Guardi, io ho la mia storia politica, prima dentro An e ora dentro il Pdl, e non ho alcuna necessità di avere aiuti, tantomeno da Alemanno… qui siamo alla fantascienza. Ma le pare che…».

Eppure sua moglie è legata politicamente al primo cittadino, ma Di Paolo ribadisce che Barbara Saltamartini non c’entra: «Tutto questo non riguarda me. Punto e basta».