Il rientro delle salme dei Savoia non scalda il cuore degli italiani: raccolte 6000 firme

Pubblicato il 13 maggio 2010 13:01 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2010 13:34

Seimila firme sono state raccolte in tutta Italia per sostenere il disegno di legge (n. 1504), prima firmataria la senatrice Simona Vicari, che autorizza la traslazione delle salme dei Re d’Italia, sepolti in terra straniera, nel Pantheon di Roma.

Il provvedimento, a quanto sperano i nostalgici della famiglia Savoia (che, dal numero delle firme, non sembrano poi così numerosi),  riguarda  la traslazione degli ultimi due sovrani d’Italia con le consorti quindi Vittorio Emanuele III e Umberto II con le Regine Elena e Maria Josè attualmente sepolti tra l’Egitto (Cattedrale di Alessandria d’Egitto) e la Francia (Abbazia di Altacomba e cimitero di Montpellier).

«A 150 anni dall’unità d’Italia – afferma la senatrice – questo provvedimento non vuol essere altro che un gesto di riconciliazione nazionale verso quella parte del popolo che si vide sconfitta dopo il referendum del ’46. E’ anche un riconoscimento dell’intera storia, nella sua complessità, e dell’identità della Nazione la cui unità, oggi, non può essere messa in discussione».

«Le consolidate istituzioni repubblicane – prosegue la Vicari – possono dare una prova di maturità consentendo la tumulazione dei sovrani nel luogo, a suo tempo (9 gennaio 1878), prescelto dall’amministrazione comunale capitolina».

La raccolta delle firme è stata promossa, in tutta Italia, dall’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon attraverso un comitato composto da esponenti della società civile. Il plico con le firme è stato depositato, ieri sera, per mano del presidente dell’Istituto, Ugo d’Atri, del presidente della delegazione di Palermo, Franco D’Appolito e del segretario del comitato promotore Michele Pivetti, alla Presidenza del Senato.

Il disegno di legge, che autorizza la traslazione dei quattro reali, non prevede oneri a carico della finanza pubblica. Sarà lo stesso Istituto delle Reali Guardie d’Onore al Pantheon a farsi carico di tutti i costi, mentre gli allestimenti delle tombe all’interno della basilica di Santa Maria ad Martyres (detta Pantheon) saranno curati dal Ministero per i Beni e le attività culturali. «L’Italia – rileva la senatrice Vicari – è uno Stato impegnato a esportare in altri paesi, sopratutto in Medio Oriente, la pace e non può covare al suo interno semi di un odio ormai sepolto dal tempo».