Immigrazione, Alfano: “Germania sostiene Frontex Plus”. Grillo: “Tbc no grazie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 settembre 2014 18:05 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2014 18:07
Immigrazione, Alfano: "Germania sostiene Frontex Plus". Grillo: "Tbc no grazie"

Immigrazione, Alfano: “Germania sostiene Frontex Plus”. Grillo: “Tbc no grazie” (Foto Lapresse)

ROMA – Frontex Plus, il programma europeo per l’immigrazione, ha il consenso della Germania. Lo dice il ministro Alfano che giorni fa ha portato a casa il riconoscimento di questo programma che dovrà sostituire Mare Nostrum: insomma, più coinvolgimento dell’Europa nella lotta all’immigrazione clandestina e nella gestione dei profughi al posto del vecchio programma che lasciava tutto sulle spalle italiane. Il presupposto per il successo dell’operazione è che quanti più paesi europei lo sostengano e l’appoggio tedesco è un passo in più in questa direzione.

”C’è il sostegno della Germania a Frontex Plus – ha detto il ministro dell’Interno Alfano -, e il riconoscimento del grande impegno italiano. È un giorno importante: dopo il sostegno della Francia, abbiamo anche il consenso della Germania”. Alfano ha parlato dopo l’incontro a Berlino con il suo omologo tedesco, Thomas de Maiziere. Intanto, in Italia, Beppe Grillo fa sentire la sua voce, via blog, contro la gestione degli sbarchi. L’allarme riguarda le malattie infettive che possono arrivare tramite gli immigrati:

“Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi”, incalza il leader del M5S secondo il quale, “qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissà dove nel nostro Paese”.