Immigrazione, Europa fallisce: niente intesa. Italia resta sola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 15:31 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 15:59
Immigrazione, non c'è l'accordo sulle quote: ogni Paese deciderà per sé

Donald Tusk (Foto Lapresse)

BRUXELLES – Immigrazione, l’Europa fallisce: niente intesa. L’Italia resta sola. Si era tentato di arrivare ad un accordo sulle quote di migranti da distribuire tra i Paesi membri, in modo da alleggerire le presenze nei due Paesi che più ne hanno, ovvero Italia e Grecia. In tutto 40mila profughi (24mila in Italia e 16mila in Grecia) che avrebbero dovuto essere ridistribuiti. Ma i 28 non hanno trovato l’accordo. Lo ha chiarito il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, con un tweet.

La discussione era iniziata dopo i nuovi arrivi delle ultime settimane, con l’Italia sommersa da rifugiati, richiedenti asilo e i cosiddetti “migranti economici”. In un primo tempo si era parlato di una suddivisione in quote dei 40mila migranti arrivati nei due Paesi più esposti agli sbarchi, ovvero Italia (24mila) e Grecia (16mila). Quote che avrebbero dovuto essere stabilite in base a parametri obiettivi, come prodotto interno lordo ed estensione del Paese.

Subito si erano levate le proteste di alcuni Paesi, in particolare Regno Unito, Danimarca e Ungheria, che ha anche minacciato di erigere un muro al confine con la Serbia per non far passare più i migranti. Anche la Francia si è fatta da parte, e la crisi di Ventimiglia, con le centinaia di migranti bloccati sugli scogli da una illegittima sospensione di fatto degli accordi di Schengen. Il premier Renzi era tornato a chiedere un’Europa unita anche nelle responsabilità dei migranti. Discussioni e discussioni ma alla fine nulla di fatto, come ha twittato il polacco Tusk: “Non c’è consenso tra gli Stati membri sulle quote obbligatorie per i profughi”.