Imu: manca mezzo miliardo, più Irpef, Imu, multe nei Comuni per coprire il buco

Pubblicato il 29 Giugno 2013 10:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2013 10:47
Imu: manca mezzo miliardo, più Irpef, Imu, multe nei Comuni per coprire il buco

Imu: manca mezzo miliardo, più Irpef, Imu, multe nei Comuni per coprire il buco

ROMA — I calcoli del gettito Imu per il 2012 fatti dal Governo Monti erano sbagliati e ora nei bilanci dei Comuni di tutta Italia manca mezzo miliardo di euro.

Come riempire il buco? La ricetta è sempre quella: nuove tasse, magari un po’ mascherate, nel senso che non si tratta di tasse nazionali, di quelle che fanno i titoli più grossi sui giornali, ma delle imposte locali, come le addizionali comunali Irpef e la stessa Imu, che ciascun Comune ritocca in base alla proprie necessità, una forma di federalismo fiscale sotto traccia.

Al maggiore gettito possono anche contribuire idee geniali come l’ecopass, il balzello di sapore medievale per entrare in centro, inventato a Milano da Giuliano Pisapia e che ora l’altro astro della sinistra Ignazio Marino pare voglia imitare. Che poi il farraginoso sistema di incasso costi quanto lo stesso gettito ecopass poco importa, intanto hai sistemato un po’ di amici.

Poi ci sono le multe, anche quelle più semplici, per divieto di sosta: a Roma i vigili urbani fanno raid alle 2 di notte, per poi lasciare le strade in mano a zingari e venditori abusivi durante il giorno: difficile incastrarli, troppo faticoso bloccarli, zero incasso per il Comune.

Secondo Lorenzo Salvia, del Corriere della Sera, l’allarme sulle nuove tasse e imposte è stato lanciato dalla

“Ifel, fondazione dell’Associazione dei Comuni, con uno studio che si basa sui dati del ministero dell’Economia. Dicono quelle tabelle che la parte di Imu che spetta ai Comuni vale per l’anno passato 12 miliardi e 252 milioni di euro. Ma la somma effettivamente incassata dai sindaci è stata più bassa: 11 miliardi e 703 milioni di euro. La differenza è di 549 milioni, il buco di mezzo miliardo”.

Una prima spiegazione è nel fatto che nei conti preventivi è entrata anche la Imu “virtuale”, quella sugli immobili di proprietà dei Comuni, che, su quelle case e palazzi, hanno incassato l’Imu ma l’hanno anche pagata, con la conseguenza del saldo zero. Sono, secondo Lorenzo Salvia

“quasi 305 milioni di euro pagati con una mano e incassati con l’altra, senza nessun guadagno. Ma per il governo, formalmente, quei soldi i Comuni li hanno comunque incassati”.

Sale sulla ferita:

“C’è poi l’altro pezzo del buco: 244 milioni di «code di gettito atteso ma non ancora riscosso». Pagamenti magari in ritardo o che, più probabilmente, non arriveranno mai. Se anche si trattasse di evasione fiscale i sindaci impiegherebbero anni prima di recuperare effettivamente le somme dovute. Ma in molti casi si tratta di immobili che esistono solo per il catasto, in base a dati non aggiornati, oppure inagibili e quindi esentati dal versamento. Il buco c’è e per correre ai ripari ai Comuni non resta che aumentare le tasse di loro competenza. Così la pressione fiscale continuerebbe a scivolare dal centro verso la periferia. Con il paradosso che, per tamponare i trasferimenti dallo Stato, i sindaci spremono di più i cittadini che però si vedono pure tagliare i servizi”.